Doppio Click
"Mani sopra la testa" - Fortaleza giovedì 27 Giugno 2013
Libere idee, politiche e no, di Matteo Di Donato e Giuseppe Di Matteo. Due di passaggio.

Esempio pratico n.1: Berlusconi condannato per induzione alla prostituzione minorile. Il tribunale di Milano condanna a sette anni di reclusione ed interdizione perpetua dai pubblici uffici (processo Ruby). Inizia il tam tam mediatico: tutti i giornali di tutti gli orientamenti pubblicano il fatto in prima pagina, tutti a chiedersi come il Caimano si vendicherà e vai con le analisi politologiche (cadrà l'ottimo Letta? se si, si tornerà a votare con il porcellum? e il PD che dice? e possibile che B. se ne stia con le mani in mano?). Intanto nel campo di sinistra si esulta come se si fosse vinto il mondiale o più banalmente come se si fossero vinte le elezioni (sic!), nel campo di destra finalmente Giuliano Ferrara rivela la sua segreta aspirazione: prostituirsi e andare a letto con Silvio (pensa che notti bollenti!).
Esempio pratico n.2: il caso F35 in discussione oggi alla Camera. Questo è un caso emblematico del come e del perchè la sinistra italiana sia ridotta nelle condizioni che conosciamo. Si capisce l'aspetto ideologico pacifista ma, dal punto di vista pratico, la questione è di una marginalità unica. Le cifre che si sparano riguardo al costo di questi famosi aerei da guerra andrebbero divise per il numero di anni di durata del progetto. Si scoprirebbe così che ha incidenza nettamente maggiore sulle casse patrie l'IMU (che però dobbiamo eliminare, sennò Silvio si angustia) degli aerei. Poi bisognerebbe fare un pensierino alle aziende italiane che hanno le commesse di produzione per i componenti, ma non c'è tempo le opposte fazioni sono già in campo e si avvitano nel dibattito favorevoli/contrari...
Nonostante in altre parti del mondo l'uso di semi geneticamente modificati sia consentito, in Italia l'adozione in campo aperto è vietata. E per molte giustificate ragioni, ad esempio l'opacità sugli effetti per la salute. Tra le più importanti c'è la difesa del patrimonio genetico delle colture agricole, di cui il nostro Paese possiede ancora giacimenti immensi. Coltivare OGM in campo aperto può facilmente contaminare a livello genetico estesissime aree a causa dell'impollinazione e dell'azione degli eventi atmosferici. Si sono espressi sull'argomento il ministro della Salute Lorenzin ed il ministro dell'Agricoltura De Girolamo, dichiarandosi contrarie alla coltivazione e richiamandosi alla clausola di salvaguiardia europea (?!). A parte che materialmente non è chiaro cosa De Girolamo intenda fare, tranne "mandare il Corpo Forestale a controllare i campi", la vicenda getta una luce sinistra sul futuro dell'agricoltura italiana: a che serve investire su biodiversità, produzioni biologiche e biodinamiche, costituire disciplinari di difesa se poi si consente la coltivazione di ogm? Inoltre Monsanto e le altre multinazionali del settore, che hanno presentato l'ogm come il futuro imprescindibile dell'agricoltura moderna e possibile soluzione ai problemi di fame nel mondo, tradisce con questo genere di iniziative la piattaforma ideale alla quale si richiama: la scorrettezza di seminare ogm dove è chiaramente vietato mira a creare una condizione de facto. Se non si fermano ora, tra qualche anno la legislazione sarà superata dalla condizione materiale e ogni freno legislativo sarà inutilmente obsoleto. Il tema è controverso e non esauribile qui, ma ho firmato l'appello di greenpeace su questo sito http://www.greenpeace.org/italy/Allarme-OGM-in-Italia/ (in poche ore 36000 adesioni, basta un clic).
Marino non è fesso, ha
notato che Serracchiani (ma non solo lei, vedi anche Del Bono a
Brescia ed altri in precedenza) ha vinto tenendosi lontano da simbolo
e colori del proprio Partito. Oggi presentarsi come uno del PD
stimola la profusione di gesti apotropaici in quantità.
Da non sottovalutare
infine che Marino correva contro Alemanno: parentopoli e fascistopoli
come non si vedeva da tempo in città, una riconferma del sindaco sembrava improbabile dall'inizio, nonostante le prebende distribuite.