Doppio Click
Gemelli diversi: non ci sono più i Timonieri di una volta..
Libere idee, politiche e no, di Matteo Di Donato e Giuseppe Di Matteo. Due di passaggio.
Il Pd sta messo davvero male. Se sono attendibili
le stime fornite da Ilvo Diamanti su la Repubblica del 16 settembre (ma
in genere lo sono), il Pd arranca in cima alla classifica di un voto
eventuale, ma tallonato da presso dal Pdl in sorprendente rimonta. Uno
può fare a questo punto tutti i commenti che vuole sulla desolante
iniquità dell'elettorato italiano, ma forse sarebbe meglio pensare ai
casi propri: se uno cresce e l'altro no, in genere la colpa può essere
divisa a metà, e in questo caso certamente lo è.
In questo ultimo quarto di secolo aperto dalla caduta del muro
di Berlino e segnato da Tangentopoli, quante volte abbiamo sentito
parlare di cambiamento, rinnovamento, nuova visione, ricambio delle
classi dirigenti? Quante volte abbiamo sentito dire che ci voleva un
leader unico con forti poteri ("il sindaco d'Italia" lo chiamava Mario
Segni) circondato da tecnici capaci di soluzioni straordinarie e
risolutive? E assieme una rappresentanza diretta della società civile
che dialogasse direttamente con quel leader, superando particolarismi,
correnti e oligarchie?