Visualizzazione post con etichetta Napolitano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Napolitano. Mostra tutti i post

martedì 8 ottobre 2013

L'angolo del populista 
(post generati da una digestione difficoltosa)

Sostiene Sua Maestà Re Giorgio che si vergogna quando va in Europa dei continui richiami rispetto alle condizioni dei carcerati in Italia. E' perciò che con viva e vibrante soddisfazione che sollecita il Parlamento ad occuparsi del problema suggerendo indulto o amnistia.  
Ora io dico: Giorgetto caro, quando vai in Europa dovresti vergognarti di altre cosette più che delle condizioni delle carceri italiche, tipo la trattativa stato-mafia e la viva e vibrante distruzione delle intercettazioni tra la tua Maestà e Nicola Mancino (giusto per dirne una); poi ricorderei che già nel 2006 il Parlamento ha concesso indulto per tentare di risolvere lo stesso problema con risultati ridicoli, te lo ricordi Giorgetto o l'alzheimer ha fatto il suo lavoro? le condizioni di vita nelle carceri non si migliorano facendo uscire al più presto un pò di gente, non ti pare? ma magari diminuendo la densità di carcerati, aumentando il numero delle guardie, prevedendo per i reati minori, e non recidivi, misure di graduale reinserimento sociale (ma per davvero, non per finta) e costruendo un po' di penitenziari moderni dove la gente che ci lavora e chi sopporta la pena non si suicida. Magari eh, però può essere che hai ragione tu.
Naturalmente il cittadino 5 Stalle, furbo come una faina, sostiene che l'uscita di Re Giorgio sia dovuta al tentativo di salvare B. Ah cittadì, dormi tranquillo, indulto o amnistia non si applicano a reati contro la Pubblica Amministrazione. Come al solito hai capito tutto!  

martedì 27 agosto 2013

La visione di Silvio. 

di Corradino Mineo, dal suo blog del 26 agosto

 

“Epifani a Berlusconi: basta ricatti”. 
Repubblica intervista il segretario del Pd che apprezza “il lavoro prezioso che Letta sta facendo” e sostiene che “una crisi adesso sarebbe un danno per l’Italia”, ma promette che il Pd non baratterà la durata del governo con una soluzione “politica” per Berlusconi. “Una crisi adesso sarebbe una follia”, il Corriere della Sera cita Letta, poi si concede una disamina sui contrasti nello zoo di Arcore. “Sotto accusa i falchi”,nel titolo di testa,  ma anche “tra merli e cornacchie Silvio ascolterà i figli”, intervista a Carlo Rossella. Nonché un omaggio alla impavida “pitonessa” che pare voglia strozzare fra le sue spire il “camaleonte” Alfano. Non è così, nello zoo regna la pace, dice Il Giornale. Piuttosto è “sfida finale” contro il serraglio democratico.  “Il PDL compatto con il Cavaliere, a Napolitano e Letta il compito di trovare una soluzione”.
“La Crisi ora, una follia”, più che il Corriere è la Stampa a far propria la frase del Premier. “Di tutto avremmo bisogno - scrive Mario Calabresi - tranne che di gelare i fili d’erba della ripresa, di affogare nel caos e nelle paure i primi segnali positivi che la nostra economia mostra da anni”. L’economista Paganetto spiega come la “legge di stabilità possa liberare risorse”, dunque un’occasione da non sprecare. Capisco Letta. Veramente. Contava di poter mostrare qualche risultato tangibile della sua azione di governo a conclusione del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea e rischia, ora, di non poter neanche varare la sua prima “finanziaria”.  Ma davvero era imprevedibile quel che succede? Davvero Napolitano credeva, Letta credeva, il Pd credeva che Berlusconi avrebbe sostenuto il governo anche a condizione di dover perdere lo status di Senatore e di rassegnarsi a 9 mesi di arresti domiciliari?

Ieri ho lanciato, via twitter, un ballon d’essai. Caro Letta - ho scritto - “follia” è stato credere che si sarebbe potuto governare a lungo con Berlusconi. Reazione di tre tipi. Condivisione critica, con la richiesta di togliere la frase “a lungo”: con Berlusconi non si può né si deve governare nemmeno un solo giorno. Fastidio e irrisione: “e allora, che si sarebbe dovuto fare?”. Infine, tentativo di colpevolizzarmi:  “zitto, che hai votato la fiducia”. Ripeto, ancora una volta, che dopo la mezza sconfitta elettorale del Pd, il rifiuto del dialogo e l’umiliazione che M5S ha voluto infliggere a Bersani, dopo aver fatto cadere la candidatura Rodotà, aver bruciato Marini, impallinato nel segreto dell’urna Prodi ed essersi prostrati in ginocchio davanti a Napolitano perché accettasse un secondo mandato, dopo questo calvario politico ed istituzionale, non era politicamente possibile né sensato negare la fiducia al governo Letta. Solo che un governo “di necessità” - queste cose le ho dette in Senato - avrebbe dovuto semplicemente fronteggiare  l’emergenza economica (cassaintegrati, esodati, un po’ di soldi per la scuola, pagare i debiti alle imprese), chiedere e ottenere la modifica della legge elettorale e far intuire, almeno, le linee di una possibile, nuova e meno remissiva, politica europea dell’Italia. Poi, quando sarebbe scoppiata - e si sapeva che sarebbe scoppiata - la bomba Silvio, il Pd avrebbe dovuto rapidamente separare le proprie responsabilità dal PDL, lasciando che si impiccasse in difesa di B.
Invece Letta, Napolitano, il Corriere della Sera, Epifani, hanno finto di credere che l’Italia avesse trovato un governo stabile. Che Berlusconi potesse accettare gli arresti domiciliari pur di rimanere nei panni dello “statista”, dell’artefice della “pacificazione”, del padrino di una “svolta epocale” con modifica, in senso decisionista e presidenziale, della nostra Costituzione. Questa, sì, è follia. Capisco persino il Cavaliere quando si sente preso in giro. E ripete “ma davvero credevano che avrei potuto accettare il tramonto ai domiciliari e fuori dal Parlamento, che oggi mi prescrive Galli della Loggia?”
Berlusconi è un bugiardo, ma ha la costanza del grande mentitore. E finisce col credere alle proprie bugie. È davvero convinto che avrebbe realizzato una rivoluzione liberale se non fosse stato per Bossi, Casini e Fini. Davvero pensa che Costituzione e Consulta, ponendo vincoli all’esecutivo, gli abbiano impedito di governare. Che chi esercita controllo di legalità (Procure, Corti, CSM) dovrebbe farlo in modo discrezionale, cioè non disturbando il manovratore del paese, l’unto del Signore in quanto eletto dal Popolo. Pensa davvero, Berlusconi, di essersi dimesso nel 2011 per “generosità” e non perché cacciato dal disgusto dell’opinione pubblica e dei suoi partner europei , Merkel e Sarkozy. E ora pensa davvero che il sostegno al governo, in cambio di una sua santificazione come padre nobile (e libero) di una nuova Italia”, sia un giusto baratto nell’interesse suo come del Paese. 
Sono Napolitano e Letta - pensa Silvio - che non hanno rispettato i patti. E allora? Speravano forse gli architetti delle larghe intese che “le colombe” avrebbero spinto Berlusconi un po’ più in là? Conosco bene queste colombe, per averle intervistate più volte a Rainews24. So che, in cuor loro, desiderano la morte del padre. Anche come forma di affetto, per non vederlo rotolare nella polvere. Ma escludono di poterlo ucciderlo con le loro mani. Dunque, caro Letta, “follia” è credere che questa pantomima potesse durare a lungo. 
Ed è una follia che può causare grande danno al Pd. Scrive oggi Diamanti: “Berlusconi è già in campagna elettorale”. Ricattando e atteggiandosi a vittima egli pone al centro dell’attenzione “il tema della giustizia. O meglio dell’ingiustizia nei suoi riguardi. In secondo luogo “cerca di imporre il proprio caso personale come caso esemplare....Una crisi di governo prodotta, in modo implicito o esplicito, dalle attuali vicende giudiziarie lo rilancerebbe come protagonista della vita politica e sociale”. Infine, non può e non vuole “accettare la decadenza” perché “significherebbe riconoscere il declino e aprirebbe ufficialmente la guerra di successione”. Dunque, conclude Diamanti: “Lui, Berlusconi, da solo. Contro tutti. La sinistra, Letta. Ma soprattutto Napolitano...La posta in palio è alta....Dopo aver scritto la biografia della Seconda Repubblica, Berlusconi vorrebbe lasciare il segno anche sulla Terza.”

martedì 6 agosto 2013

* Post Scriptum 
        d'arte e di parte























Schifani e Brunetta al Quirinale da Napolitano:
Don Abbondio riceve i due bravi mandati dal condannato per  imporre impunita'. Già riceverli subito e' cedere a don Rodrigo. 
Erri De Luca
 

sabato 3 agosto 2013

 Giorgio Caro..
























Giorgio caro, te lo dico subito, così ci togliamo il pensiero: non sei il mio Presidente.
Per essere più chiaro, il mio Presidente è Oscar Luigi Scalfaro, così ti rendi conto della distanza e di che cosa intendo io per Presidente della Repubblica. Dirai:"non si può mica piacere a tutti!" ma non si tratta di umana simpatia, si tratta purtroppo di quello che hai fatto e di quello che non hai fatto a questo Paese e alla sua Costituzione. Sei responsabile, corresponsabile, complice della situazione che vive il Paese. Sostiene Wikipedia che sei "il primo e finora unico Capo dello Stato ad essere stato membro del Partito Comunista Italiano", complimenti! 
Complimenti perchè non se n'è accorto nessuno: 

dal 2008 hai firmato senza battere ciglio qualsiasi legge vergogna/ad personam per favorire il Principale Imputato di questo Paese; 

nell'estate del 2011 con Governo e Paese sull'orlo del baratro anzichè indire nuove elezioni per l'autunno seguente (con il centrodestra liquefatto dai fatti di sesso del suo leader e il centrosinistra largamente avanti nei sondaggi) ti sei inventato Mario Monti, che bell'idea! 

abbiamo sperato che quello del 31 dicembre 2012 fosse il tuo ultimo messaggio alla Nazione  ma con viva e vibrante soddisfazione nel febbraio seguente hai annunciato di voler continuare (una roba mai vista in tutta la storia repubblicana) per "il bene dell'Italia!", chiedo: che ti ha fatto di male questo Paese??

hai inventato comitati di saggi per il programma di governo degli inciuci, comitati di saggissimi per le riforme, esautorando e svilendo il ruolo e le funzioni del Parlamento;

hai ribenedetto di nuovo le larghe intese inciucianti, si vede che ti è piaciuto l'esperimento montiano, ma deve essere piaciuto solo a te. Hai bloccato la vita politica di questo Paese legando le sorti del Governino Lettino alla minaccia delle tue dimissioni;

abusando dei tuoi poteri hai insabbiato l'indagine sulla trattativa Stato-Mafia, contribuendo a rendere opaca un'altra pagina della nostra Storia;

ma soprattutto e purtroppo hai creato un precedente: hai travalicato i tuoi compiti così come la Costituzione te li affida, l'hai piegata alle tue idee balzane su governi e governini del presidente, il tuo protagonismo nella vita politica-parlamentare è inaccettabile, intollerabile ma soprattutto "non sta scritto da nessuna parte" meno che mai sulla Carta Costituzionale. Hai allargato di fatto la distanza tra Costituzione Formale e Costituzione Materiale, stai trasformando una repubblica parlamentare in una presidenziale un po' ogni giorno. Ogni giorno strappi un pezzettino di quella Carta che dovevi difendere, salvaguardare, applicare;

il massimo di te stesso però lo hai dato due giorni fa, quando un minuto dopo la condanna in via definitiva di Berlusconi hai auspicato "l'aprirsi condizioni più favorevoli per l'esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all'amministrazione della giustizia": una velata minaccia ai giudici che dovranno definire l'entità dell'interdizione dai pubblici uffici di B.?

Giorgio Napolitano, "il primo e finora unico Capo dello Stato ad essere stato membro del Partito Comunista Italiano", ecco perchè non sei il mio Presidente, ecco perchè non sei il Presidente di nessuno in questo Paese. Non era meglio dimettersi con una settimana di anticipo e lasciare ad altri il ruolo di padre della Patria e guardiano della Costituzione?

Adesso vai, vai all'appuntamento con Schifano e Brunanetto e magari concedi pure la grazia a Berlusconi. Questo ti resta da fare, dopo aver incassato i complimenti di Grillo "folgorato dalla tua intelligenza" (e ho detto tutto!!). E quando avrai un minuto di tempo, denunciami per vilipendio al Capo dello Stato, io ti denuncerò per vilipendio alla Carta Costituzionale.

Ti saluto, con viva e vibrante rassegnazione. 



  

giovedì 27 giugno 2013


PILLOLE (basta un pò di zucchero e..)

Dopo la sentenza Ruby: Berlusconi al Quirinale per colloquio con Napolitano. Trattativa Stato-Mafia 2.0 (?!)