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lunedì 24 febbraio 2014

Lo spread antropologico

























Ad esecuzione avvenuta, a fiducia al Renzi I acquisita, un pò disgustato dall'intera vicenda mi pare doveroso fare due considerazioni. Innanzitutto mi preme sottolineare lo spread antropologico, la differenza in termini di statura umana e politica dei due in questa foto.
Mai stato tenero con il governo dell'Ottimo Enrico Letta, nè il giudizio può cambiare ora ed infatti non cambierà. Ma dal giorno della direzione PD ad oggi, in una decina di giorni non di più, il valore umano e politico di Enrico Letta sono andati aumentando ad ogni azione e ad ogni dichiarazione di Matteo-Pieraccioni-Renzi.
Enrico Letta ha dimostrato un'eleganza ed una sobrietà sconosciute a questi anni bui: in seguito alla direzione del suo partito, nella quale Renzi chiedeva la sua testa e tutti i delegati a gridare "Barabba!!" esclusi alcuni fighetti di cui parlerò dopo, rassegnava le sue dimissioni a nonno Napolitano. Senza polemica, senza minacciare vendetta; 
in seguito alle rassicurazioni di Renzi "stai sereno Enriho, noi s'è toshani, non voglio la tua poltrona" ha cercato di continuare a lavorare tentando di non sentire il rumore delle termiti che rosicchiavano i piedi della sua sedia; 
sono arrivati alcuni minuscoli risultati proprio quando lasciava palazzo Chigi, ma troppo tardi e troppo pochi per rinsaldare la sua posizione;
l'onore delle armi e gli applausi dei funzionari di palazzo Chigi (gente che ne ha visti passare di premier) sono stati il giusto tributo ad un uomo che ha raccolto una sfida troppo grande per chiunque (governare con gli scissionisti del centro-destra, con il Pd, con Napolitano che ti alita sul collo, con le larghe intese che si sono sgretolate giorno per giorno) ed ha avuto il coraggio di provarci.
Governateci voi con Lupi e Alfano, con Casini che si scanna con Monti, con un Pd schizofrenico, poi mi fate sapere...
Nonostante i marosi Enrico era rimasto in sella, grazie al suo standing internazionale, ai buoni uffici dello zio certo, ma anche alle proprie capacità.. non così comuni come si crede. 
Perchè lo hai fatto? chi te l'ha fatto fare? Credo che gliel'abbia fatto fare il considerarsi una "risorsa della Repubblica" e credo che lo sia.
Ma dato che al peggio non c'è mai limite, ecco il nuovo che avanza: come ho già avuto modo di dire Renzi è il Pieraccioni della politica italiana, è uno che di mestiere farebbe il comico ma non ti fa ridere neanche se stai già ridendo per fatti tuoi.
Renzi è così, lui è giovane, piace alla gggente, è bipartisan ma anti larghe intese, è un self made man e pare che da giovane suonasse sulle navi da crociera (ah no, questo è un altro..). Ma Renzi ha un grande merito: essendo veloce twittatore e sempre online ci ha messo poche settimane a far capire a tutti chi è, anche a quel milione e otto scarso che l'ha votato "segretario del principale partito della sinistra" (forse).
Renzi è privo di qualsiasi etica politica, è tutto e il suo contrario, dice bianco e poi fa nero con una tracotanza intollerabile, è uno che per arrivare dove vuole arrivare calpesterebbe la moglie ed i tre figli tricolore. Renzi è pericoloso come sono pericolosi tutti gli idioti: ha aperto una crisi al buio, ha formato il suo governo con gli stessi del governo Letta peggiorando la qualità della squadra di governo con l'inserimento delle bimbeminkia Boschi e Madia (gente che non ha ancora capito dove si trova, nè perchè), ha resuscitato Berlusconi facendolo partner imprescindibile delle riforme, ha distrutto le ultime tracce delle culture politiche più importanti della storia repubblicana e oggi si dilettava in Senato a sfottere quattro ebeti a 5stalle. Questo è il signor Matteo Renzi. Questo Paese è davvero nei guai.
Non c'è alcuna speranza saremo stritolati tra questo pazzo furioso, gli stiliti grillini e mister B. In tutto questo, la ciliegina sulla torta è Civati. Civati Giuseppe detto Pippo, duro censore dei costumi renziani in direzione PD. Non ha mai votato la fiducia a Letta perchè "non si può votare un governo con dentro gli Alfano e i Lupi", domenica per distrarsi ha convocato a Bologna i suoi sostenitori per decidere il da farsi dopo che la mamma ha stracciato la tessera del partito. Alla fine ha concluso che dovrà votare la fiducia a Renzi, sennò lo cacciano dal PD. Pensa che culo! Lo iscrivo di diritto alla categoria "Capitani Coraggiosi": ma se ti facevi dare direttamente un ministero non era meglio? Per te e per tutti noi. Poveri sciocchi quelli che hanno pagato due euro per sostenerti alle primarie. Quanta speculazione e quanti calcoli sulle ultime speranze di una sinistra di governo. Che tristezza.
Non c'è più niente da fare, se questi sono i trentenni, se questi sono i volti nuovi della politica italiana, ridatemi gli ottantenni, ridatemi Franco Mariniiiiiiii!!!!!!!!!!!

Questo Paese è davvero nei guai, l'ho già detto?


 

venerdì 31 gennaio 2014

Che c'azzecca l'Imu con Bankitalia..

Sulla vicenda Bankitalia/Imu sono volati schiaffi, invettive, minacce è stata usata per la prima volta la cosiddetta "tagliola" all'ostruzionismo parlamentare (da parte di un Presidente "di sinistra"?! sic..), si sono fatte centinaia di ore di talk show... ma che hanno votato? mah! e che c'entra l'Imu con Bankitalia? Mistero...!
Tento una risposta comprensibile (ho detto: tento!)

La situazione è: Banca d'Italia ha un consiglio di amministrazione e degli azionisti privati e pubblici, Banche e gruppi assicurativi ma anche enti pubblici (inps) che ne possiedono quote più o meno rilevanti dal 1996. 
Adesso, l'ottimo Governo dell'ottimo Enrichetto, nella sua inarrestabile furia riformatrice una riformina di questo stato di cose ha deciso di farla..
Il 22 dicembre (occhio alle date) ha mandato una nota informativa alla BCE comunicando le sue intenzioni e il 27 dicembre ha presentato il testo del decreto in aula suscitando una certa irritazione da parte di Draghi (se mi chiedi un parere consultivo sotto Natale e non mi dai neanche il tempo di leggere le carte, che me le mandi a fare?? è l'arcinota efficienza dell'ottimo governo!!!).

Che dicono ste carte?
Detto in soldoni, la riforma riguarda la rivalutazione del capitale di Bankitalia (l'ultima stima era del 1936 ed ammontava a 300 milioni di lire) e la partecipazione al capitale azionario di Banca D'Italia: si intende che gli azionisti non possano avere quote superiori al 3%. La tabella seguente indica quali azionisti superano tale quota, di quanto e di quale valore si tratta.


Fin qua ci siamo, lo scopo della legge potrebbe essere quello di voler mettere in sicurezza Banca d'Italia dall'eventuale crack di una delle società azioniste. Ma nessuno del governo o della maggioranza l'ha detto.

Adesso, che succede delle quote eccedenti il 3%? vengono ricollocate sul mercato. Ok, se nessuno le compra? Qui sta la rogna: le riprende Banca d'Italia al prezzo corrente (rivalutato!) pagando gli azionisti cash...
Ad esempio: Unicredit possiede il 22,1% di Banca d'Italia, per adeguarsi al nuovo provvedimento deve cederne il 19,1% per un valore di 1432 milioni di euro di liquidità. Banca d'Italia immette questi soldi in Unicredit senza alcuna garanzia di poter poi rivendere questo 19,1% ad un prezzo maggiore, ma anche se ciò avvenisse Bankitalia paga oggi 1432 milioni e incasserà gli stessi, di più o di meno... non si sa quando. Bel lavoretto, ottimo Enrichetto!

Si potrebbe dire: quest'operazione immette liquidità nel circuito bancario quindi gli istituti di credito si mettono in sicurezza e possono più facilmente concedere crediti, ma anche questo nessuno del governo o della maggioranza lo ha detto, perchè non c'è nessun vincolo/incentivo per le banche ad usare questi soldi per favorire la crescita economica.

Allora che ottiene il governo in cambio di questo bel regalone? Niente perchè non è ancora finita: le plusvalenze di valore tra quota acquistata e quota rivenduta a Bankitalia saranno tassate solo al 12% anzichè al 16 o al 20% come accadrebbe a qualsiasi privato cittadino che provasse a vendere un'azione.

Va bene, ma il Governo che ci guadagna? facile... tassa il patrimonio immobiliare di tutte le banche (non solo quelle azioniste di Bankitalia!!) e con quegli spiccioletti copre finalmente l'IMU 2013, definitivamente cancellata.

Domandina flash: non era meglio pagarla l'Imu 2013? non lo so, chiedo...

Conclusioni: 

1. L'ottimo governo sarà pure ottimo in tante cose, ma certamente non sulla comunicazione: poteva giustificare l'operazione, comunque imbarazzante, in moltissimi modi, ha scelto il ridicolo "definitiva cancellazione dell'IMU 2013". Ma che siamo scemi?

2. Amico del 5stalle: capisco che t'incazzi, ma tu non lo sai perchè t'incazzi. Infatti non c'è alcuna privatizzaione di Bankitalia (perchè era già avvenuta nel 96, non te n'eri accorto?), non c'è stata alcuna svendita delle riserve aurifere italiana (che in effetti sono state rivalutate), c'è solamente un "aiutino di Stato" ad alcuni grossi istituti di credito (ma tu questo non l'hai contestato perchè non te ne sei accorto, eri impegnato a sbraitare!). Buttarla continuamente in rissa chi aiuta??;

3. Boldrini ha creato il precedente della tagliola, che sarà sicuramente usato in futuro contro le opposizioni. Brava ragazza! splendido risultato..

4. Matteino Pieraccioni ha detto qualcosa in merito? mah...

5. Io speriamo che me la cavo!     


sabato 23 novembre 2013

A Pippo Civati non far sapere...

L'unico candidato paranormale-paracredibile-paravotabile alle primarie del PD dell'Immacolata, Giuseppe detto Pippo Civati ha dato all'universo mondo la dimostrazione che il Partito Dementi (non De Menti) non è nè un partito, nè democratico, nè tantomeno come si diceva una volta "di Sinistra".
Lo dico chiaro: se l'8 dicembre, trovandomi in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti, mi fosse venuta la balzana idea di andare a regalare due euro al PD avrei votato Civati perchè è convincente, non si atteggia, non ha padri putativi politici, non è sostenuto dai ras locali del partito in nessuna parte d'Italia (contrariamente a certi rottamatori a corrente alternata), qualche idea di cosa sia la sinistra ce l'ha, insomma mi piace e mi piace la sua comunicazione. Perciò si prende gli schiaffi in questo post.  
Qualche giorno fa la Camera ha votato sulla fiducia al Ministro della Giustizia Cancellieri.C'è da dire che Civati si era espresso con chiarezza e con argomentazioni più che condivisibili, di buon senso: le dimissioni della Cancellieri sono atto politico dovuto per ragioni morali e di opportunità politica. Una posizione da sinistra vera di qualche decennio fa, di quando a sinistra non si esultava "abbiamo una banca!" da parte di uno dei pochissimi pdini che non ha mai votato la fiducia alle larghe intese (contrariamente ai pasdaràn di certi pseudorottamatori). Il buon Pippo proponeva pure di presentare lui stesso una mozione di sfiducia, visto che per dispetto ai 5stalle non si poteva votare la loro. Ma nel PD, come si sa, un attimo che ti distrai e zac! sei fottuto. Infatti.. Arriva il giorno del voto, Letta palle d'acciaio fa la voce grossa e il pd vota compatto la fiducia ad Annamariacuoredoro Cancellieri.
Punti interrogativi come se piovesse: ma Pippo? forse non c'era, forse ha avuto un attacco di dissenteria? lo hanno chiuso in uno sgabuzzino??No, ha votato in conformità al Gruppo, cioè si alla fiducia, cioè smentendo se stesso e chi lo segue.
Le risposte sul perchè in un'utile intervista di Alessandro Gilioli sul blog "Piovono Rane" per L'espresso : il titolo è già eloquente "cosa dovevo fare uscire dal PD?" chi è interessato se la va a leggere con comodo, è istruttiva.
La morale di questa favola al contrario è che nel PD ci sono tantissime brave persone che lavorano, s'impegnano, ci credono e lo vorrebbero "il principale partito della sinistra italiana ed europea" (cit.Massimo D'Alema), alcune di queste persone siedono anche in Parlamento (Civati, Mineo ed altri) ma sono completamente immobilizzate dal fatto di essere nel posto sbagliato, in un partito non-partito, non-democratico, non-riformista, non-progressista,non-di-sinistra, con una base valoriale ed etica che resta sulla carta e resta lettera morta. Ciò lo rende una Scelta Civica un pò più grande, un PD-L senza L e senza B. e soprattutto lo rende perdente nel Paese. "Ma continuiamo così, facciamoci del male.." (cit.Nanni Moretti).
Resta la domanda "Cosa dovevo uscire dal PD?" Si Pippo, si doveva uscire dal PD, ma già da un pò di tempo.. Perchè più tempo ci stai, più la tua credibilità viene erosa, la tua capacità d'incidere spuntata e neanche la Madonna dell'Immacolata ti può fare il miracolo.


 

    



martedì 19 novembre 2013

In Italia piove male...

















In Italia piove male, questo è il problema. L'Italia è un paese straordinario, talmente straordinario che ha delle emergenze straordinarie: "Ciclone" e "Bomba d'acqua" sono termini entrati nella quotidianità della cronaca del Paese del Sole. Ieri in Sardegna 16 morti a causa di una "bomba d'acqua" e danni per milioni di euro. Tutta colpa del buco dell'ozono!!
Oggi dichiarazione dello stato d'emergenza, Gabrielli vola sull'isola per coordinare gli aiuti, Letta manda la sua solidarietà e promette interventi rapidi. Non vi sembra un dejà vu? Liguria, Campania, Sicilia, ma per altri versi anche L'aquila e l'Emilia, ogni volta c'è la corsa all'emergenza, ogni volta la solidarietà dei vertici politici, ogni volta si piangono le vittime e si contano i danni. Ogni volta, tristemente, di nuovo.
Ma io dico, una vecchia pubblicità di Mentadent recitava già vent'anni fa che "prevenire è meglio che curare", si può continuare a saltare daun'emergenza all'altra ogni volta che appare una nuvoletta fantozziana all'orizzonte? A che servono i comunicati di allerta meteo della Protezione Civile, se il territorio è stato abbandonato e cementificato per anni? ce l'ha un senso la programmazione territoriale o va bene continuare così? Non si farebbe prima e meglio ad istituire in ogni Regione una commissione permanente fatta di soggetti competenti del territorio, fatta di esperti del paesaggio e dell'ambiente, fatta di agricoltori che sono quelli che sul territorio ci vivono e ci lavorano, e che agisca in via consultiva vincolante ogni volta che si vuole cementificare un'ansa di fiume, ogni volta che si decide di sventrare una collina, ogni volta che un piano regolatore si espande in aree non sicure? e non si può, in quest'ottica, affidare agli agricoltori la funzione pubblica di manutenzione ordinaria del territorio? No, non si può e adesso silenzio! perchè è il momento del cordoglio e tutti ci dobbiamo stringere alle vittime del disastro, fino a domani, poi pensiamo ad altro. Il sindaco di Arzachena intanto oltre a contare quattro morti ha contato anche tre milioni di euro di danni. Quanta manutenzione ordinaria si può pagare con tre milioni di euro? Quanta politica del territorio si può fare con tre milioni di euro? Fate voi... Ma adesso silenzio, piangiamo!

giovedì 24 ottobre 2013

domenica 6 ottobre 2013

Quattro cani per strada...

Dice una vecchia canzone di De Gregori:
" Quattro cani per strada.
Il primo è un cane di guerra
e nella bocca ossi non ha e nemmeno violenza.
Vive addosso ai muri e non parla mai,
vive addosso ai muri e non parla mai.
Il secondo è un bastardo che conosce la fame e la tranquillità
ed il piede dell'uomo e la strada.
Ogni volta che muore gli rinasce la coda.
E il terzo è una cagna, quasi sempre si nega,
qualche volta si dà e semina i figli nel mondo.

Perchè è del mondo che sono figli, i figli.
[...]
Il quarto ha un padrone,
non sa dove andare, comunque ci va,
va dietro ai fratelli e si fida.
Ogni tanto si ferma a annusare la vita, la vita."


Nel fine settimana di crisi aperta e chiusa da B. con triplo salto carpiato e lieto fine in stile fratelli Grimm, a pensarci, si sono visti i quattro cani all'opera per disegnare il finale da opera buffa che è ormai la quotidinianità politica di questo Paese. Così, ridendo e scherzando, mentre vi divertite ad individuare i quattro cani, fermatevi un attimo a riflettere su due dettagli: il miserevole stato psichiatrico del PD, dei suoi dirigenti, dei suoi opinion leader così disabituati a gioire per una vittoria o un risultato concreto ottenuto che festeggiano anche quando non hanno niente da festeggiare; la straordinaria occasione, perduta al fotofinish, di cambiare radicalmente il quadro politico italiano. 
Se il coraggio di Alfano e Formigoni fosse durato più di cinque minuti, avrebbero spaccato il PDL e formato gruppi autonomi in Camera e Senato. Così avrebbero avuto il tempo, da qui al 2015, di creare in Italia una destra moderna ed europea prosciugando il bacino conservator-populista del Cavaliere Dimezzato, con enormi benefici per l'immagine del Paese nel mondo e per l'intero sistema politico. Invece no, la fellonia dei nani con l'ombra da giganti, il colpo di coda last minute di Dudù-silvietto e l'ingordigia del servo che intende prendersi tutta la proprietà del padrone ci riportano al punto di partenza. Coitus interruptus.
Alfano adesso vuole tutto il PDL, Berlusconi glielo darà (o gli darà l'impressione di darglielo) nel frattempo ha un anno di tempo per continuare a condizionare il governo (che avete da esultare a sinistra?), per epurare o ricomprare i ribelli e restare lui il capo-bastone della tribù. L'occasione è persa e la si racconterà come una manovra di palazzo, più o meno riuscita. Direi meno. Ma era una giornata importante per isolare definitivamente Berlusconi e far uscire i suoi problemi giudiziari una volta per tutte dall'agenda del Paese. Era importante per tutti e soprattutto per il campo di sinistra, dove l'ottimo Enrichetto dimostra capacità tattiche di rilievo, ma oltre queste non vedo motivi di gioia: il PDL continuerà ad essere un osso duro da rosicchiare con i soldi del capo, le tv del capo, e i barbari leghisti al soldo del capo.    
Nel frattempo..
Renzi mugugna: se Letta allunga il brodo del governo il suo profilo da berluschino toscano, costruito andando ad Amici vestito da Fonzie, potrebbe non essere più attuale ed utile per vincere le primarie per la premiership.
Biancofiore vittima del sistema: seguendo il bastone del padrone ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario, sembra che Letta non le abbia respinte! ahah!!! un vecchio detto democristiano diceva "non dare mai le dimissioni, qualcuno potrebbe accettarle!" Adesso la falchetta pentita non ha idea di che pesci pigliare: pesce d'aprile!  
Il Movimento 5 Stalle continua a fare un'opposizione pugnace ed efficace: dopo l'interrogazione parlamentare sulle scie Kimike e il disegno di legge sulla coltivazione della canapa (che cambierà per sempre le nostre vite, è chiaro!) Grillo minaccia il Paese "se non ci date il 51% alle prossime elezioni me ne vado!". Che elevatissimo spirito democratico! No a Bè, ti prego rimani, facciamoci un altro bicchiere insieme e poi andiamo via. Organizzare un V-day per mandarlo a fanculo in coro no?   

Mah, beviamoci su..


martedì 13 agosto 2013

                   Promemoria dei cento giorni














Questo Paese soffre di Alzheimer, allo stadio terminale. Si consigliano quindi esercizi e buone pratiche per tentare di rallentare ulteriori degenerazioni.
Poco più di tre mesi fa, presentandosi alla Camera per la fiducia, l'ottimo Enrico Letta enunciava il suo programma di governo. Per chi se lo fosse perso, o non lo ricordasse, consisteva nei seguenti dieci punti. Per consuetudine ed esperienza i primi cento giorni sono di solito quelli in cui si determina il profilo del governo e si mettono in cantierei provvedimenti più importanti e di più complicata realizzazione.
(N.B. a fianco ad ogni voce l'asterisco indica l'obiettivo raggiunto)

1. Lavoro. Enrico Letta lo ha definito "la prima priorità" del suo governo. "Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari. Serve una politica industriale moderna che valorizzi i grandi attori ma anche piccole e medie imprese che sono il motore di sviluppo" e si deve "investire su ambiente e tecnologia".
Non pervenuto, tranne l'incentivazione all'assunzione a tempo indeterminato (finanziata con due lirette) che nessuna azienda utilizzerà in piena recessione. Ambiente e tecnologia? boh!

2. (*) Europa. Altra priorità dell'esecutivo è rassicurare l'Europa. "Se avrò la vostra fiducia - dice Letta - visiterò in un unico viaggio Bruxelles, Parigi e Berlino per dare subito il segno che il nostro è un governo europeista".
Fatto!! incredibile ma vero, un weekend lungo in giro per le capitali europee d'altronde non si nega a nessuno! Risultati? .....

3. Fisco. Risanamento e rispetto degli impegni europei, ma senza minacciare la ripresa della crescita che manca ormai da un decennio. Per questo Letta promette uno stop all'Imu di giugno in attesa di una sua revisione e sacrifici ripartiti finalmente in maniera equa. "Basta sacrifici per i soliti noti - avverte il premier - questo significa ferrea lotta all'evasione, ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi alla gente".
Io ho visto solo l'aumento delle marche da bollo, ma forse mi sono distratto. Rinviare un problema non significa risolverlo, ma poi lettino non era un convinto montiano della prima ora? Imu e Iva non li ha approvati insieme a Monti? a Enrì te c'hanno mai mannato...!!! 

4. Welfare. L'ambizione del governo di larghe intese è quella di riformare profondamente il welfare. "Dobbiamo rilanciare il welfare tradizionale europeo - spiega Letta - il nostro modello non basta più, deve essere più universalistico e meno corporativo aiutando i più bisognosi, migliorando gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli".
Non pervenuto, non se ne parla neanche!

5. Esodati. Strettamente collegato alla questione del welfare, il dramma degli esodati ereditato dal governo Monti. "Con la vicenda degli esodati la comunità nazionale ha rotto un patto: bisogna trovare una soluzione strutturale. E' un impegno prioritario di questo governo ristabilire la situazione", ha promesso il premier.
Come sopra..

6. Costi della politica. In sintonia con gli umori del momento, Letta annuncia che i ministri-parlamentari del suo governo non recepiranno lo stipendio previsto sino ad oggi in aggiunta all'indennità. Oltre a questo risparmio simbolico, il presidente del Consiglio promette la cancellazione della legge sui rimborsi elettorali. "Aboliamo la legge approvata e introduciamo più controlli e sanzioni anche sui gruppi regionali", imboccando la strada della "contribuzione" dei cittadini attraverso la dichiarazione dei redditi "all'attività politica dei partiti". Sempre in materia di tagli, Letta ha annunciato la soppressione delle Province.
Appunto, annuncia Enrì, annuncia!  Inseguire a chiacchiere il populismo a 5stelle è proprio incomprensibile, poi specialmente da parte di uno che da una vita mangia pane e politica, ma soprattutto mangia pane grazie alla politica..

7. Riforme. L'intenzione del governo è quella di affidarle ad una Convenzione aperta a tutte le forze politiche e ai contributi esterni, ma su due punti - bicameralismo e legge elettorale - Letta vuole indicare la strada: "Dobbiamo superare il bicameralismo paritario, evitare ingorghi istituzionali affidando a una sola Camera il compito di conferire o ritirare la fiducia al governo. La seconda Camera dovrebbe avere competenze legate alle autonomie". "La legge elettorale - aggiunge - è legata alla forma di governo", ma "qui dobbiamo solennemente prendere l'impegno che a febbraio sia stata "l'ultima volta" del Porcellum.
Anche gli alcolisti giurano che quello di ieri è stato l'ultimo bicchiere, ma intanto se ne versano un altro. Il polverone dei saggi costituzionali e della modifica dell'Art.138 serve solo a prendere tempo e tornare a votare col porcellum, il quale come si sa non fa schifo a nessuno. Del porcellum non si butta niente! Se si vuol fare la riforma elettorale di fa un decreto legge, si porta in aula, si pone la fiducia e si approva. Punto.


8. Mezzogiorno. "Metteremo in condizione il Sud di crescere da solo, attraverso l'annullamento del divario con il Nord", afferma il presidente del Consiglio. Per Letta si deve continuare il lavoro del governo Monti "puntando su una buona gestione dei fondi europei".
Beh, certo... non ci sono più le mezze stagioni, una volta non faceva tutto sto caldo, al buio tutti i gatti sono grigi, quello che non ti uccide ti fortifica, tanto va gatta al lardo... eddai!!

9. Giovani. In questo caso dal premier arriva solo un'enunciazione di principio, senza impegni precisi. "Quello del rinnovamento generazione è una questione drammatica che stanno vivendo milioni di giovani. Porta con se sconforto e rabbia di chi non studia né lavora - dice Letta - Chiediamoci quanti bambini non nascono in Italia per la precarietà".  
Fatto?

10. Donne. Discorso simile sulle pari opportunità, dove il premier non entra nel dettaglio della futura azione di governo. "Sull'occupazione femminile occorre fare molto di più - afferma - La maggiore presenza delle donne nella vita economica, sociale e politica dà straordinari contributi, ma siamo lontani dagli obiettivi europei: non siamo ancora un paese delle pari opportunità".
Certe volte Letta mi pare una Carfagna!

Mi raccomando, state attenti a che non cada questo governo! le epocali misure che ha preso, sta prendendo, prenderà, cambieranno la nostra vita per sempre! mi raccomando però, maneggiare con cura. Non disturbate il manovratore e lasciategli salvare l'amico dello zio.
Ottimo Presidende del Consiglio, Onorevolissimo Enrico Letta, fattelo dire da me che ti ho conosciuto, ti dedico questo video, con affettato affetto...