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domenica 1 giugno 2014

Passate l'elezioni, sci vabbò ma chi ha vinto?














Sostiene chi se ne intende che il giorno dopo le elezioni non si trova un partito che le abbia perse. Tra analisi soggettive/oggettive, confronti con i risultati peggiori/migliori di sempre, confronti con i sondaggi dell'ultimo minuto ognuno può trovare motivi di soddisfazione. Così è stato, così sempre sarà, così è per le europee.
Andiamo con ordine che il clown ve le smonta tutte. 
The winner is: MatteoPieraccioniRenzi ed il suo Super-partito.
Dice: questi hanno vinto, hanno stravinto, come fai a negarlo?
Dico: il 41.8% alle europee è risultato netto ed incontestabile. Come mai? In termini assoluti di voti c'è qualche episodio precedente che nega il record storico al fiorentino, ma la percentuale è inedita. E' così che si governano gli italiani: faccia tosta e pane al popolo. L'ostentazione di una certa sicurezza nella guida (l'sotentazione ho detto, solo quella) e le famose 80 euro che sommate alla reale mancanza dei competitori hanno polarizzato il voto sui democratici. Renzi solleva molta polvere ed in quella polvere gli italiani presumono che si stia lavorando a qualcosa. Presumono, infatti, e quella presunzione gli è sufficiente... visti i chiari di luna a cui sono stati abituati. Ma l'agenda di governo è indietro su tutte le voci, le riforme non si  vedono, le scadenze che l'efficientissimo sindaco si è dato sono quasi tutte alle spalle e la ciccia non si vede. Risponderebbe lui: "e sò vent'anni ch'aspettate 'he vi 'ambia na settimana avanti o una indietro, Maremma!",  ci cambia che prima o poi la polvere si depositerà e a tutti sarà chiaro quello che il PD faceva nel polverone. Poi c'è da dire che il risultato è stato ottenuto maciullando gli alleati di governo con Scelta Civica e Centro Democraico scomparsi, e Nuovo Centro Destra sopra al 4% solo grazie al ticket con i Casiniani. E in un ottica di legittima vocazione maggioritaria ci starebbe anche. Quello che dovrebbe far pensare i piddini esultanti è l'episodicità dell'evento: le contemporanee elezioni regionali in Piemonte ed Abruzzo raccontano una storia diversa. Nonostante la presenza di numerosi top player elettorali (Chiamparino e D'Alfonso presidenti ad esempio), in Piemonte il PD non raggiunge il 32%, pure un buon risultato, ed in Abruzzo fa poco più del 25%. Percentuali bersaniane diciamo.. 
E dunque la vittoria di Renzi è quello che è: una cambiale dagli italiani per vedere che combina. Ma le cambiali prima o dopo scadono.   
The losers are: BeppeHitler e NonnoSilvio.
BeppeHitler in realtà ha perso per avidità: i sondaggi lo davano poco sotto la percentuale PD e lui si è fatto ingolosire dall'idea del sorpasso. Alzando i toni con "il voto di scambio da 80 euro", inanellando una serie di gaffes politiche, caricando sul carro dei candidati gente mai vista nè sentita nei suoi meetup, ha dato l'impressione alla parte più libera del suo elettorato che la vittoria era già cosa fatta e che magari stavolta si poteva anche optare per il restare a casa. Errore mortale. Quel paio di milioni di voti mancanti non sono stati fagocitati da Renzi, semplicemente si sono astenuti. Inoltre stigmatizzare le 80 euro ha contribuito a danneggiare i 5stalle: se 80 euro sono voto di scambio, allora lo era anche il reddito di cittadinanza? e se si, come si fa a sottovalutare il fatto che chi le avrà, le 80 euro le avrà già in busta da questo mese, mentre il reddito di cittadinanza sarà argomento buono anche per le prossime campagne elettorali? Cioè, l'impressione dell'italiano è: Beppe ha detto che forse, domani, se dovesse vincere lui le elezioni, potrebbe riuscire a trovare le coperture necessarie per dare un reddito minimo a tutti gli italiani; Renzi dà 80 euro in busta paga a circa 10 milioni di italiani da giugno 2014. Confrontate le due frasi e misurate il grado di ipoteticità di ognuna, poi ditemi per chi votate. 
Ma che NonnoSilvio ha perso veramente? Neanche il Clown l'ha capito fino in fondo.. ForzaItalia rediviva si piazza sopra al 16% in tutte le competizioni elettorali del 25 maggio ed è un risultato niente male visto quel che passa il convento. E il convento passa Berlusconi ai servizi sociali, gli alfaniani armati contro i forzisti ed una campagna elettorale francamente ridicola tra dentiere e canili. Stare sopra al 16% in queste condizioni è nient'altro che sorprendente (oltre che preoccupante per il Paese). Inoltre, per NonnoSilvio i risultati degli altri partiti di area centrodestra, definibili solo con la parola "desolanti", spingerà ad una ricomposizione presto o tardi del campo di destra. E nel campo di destra il nonno è ancora il capofamiglia, nonostante i dolori del giovane Fitto.
Tutto il resto è noia: sopra allo zerovirgola c'è solo Tsipras ma il successo della lista del papa nero è messo in discussione persino da chi l'ha ottenuto, le tentazioni radicali e la forza centripeta del Pd potrebbero smembrare quel bottino di voti e polverizzare ancora di più la proposta politica a sinistra dei democratici. Ma tant'è, se ve piace così.... 

Pace e bene.  

venerdì 28 febbraio 2014

Il Paese di B.

In una splendida imitazione di Francesco Rutelli, qualche anno fa Corrado Guzzanti faceva dire al leader della Margherita che "il Paese non è di destra nè di sinistra, è tuo Berluscò [..]". E fu un'affermazione profetica.

 

Il berlusconismo ha vinto: in vent'anni ha disintegrato culture politiche e prassi democratiche consolidate ed oggi, forse alla fine della parabola personale di Silvio B. ha varcato i confini del centrodestra e pervade ormai l'intero campo politico.
L'espulsione dei quattro senatori 5stalle ne è l'ennesima conferma: qual'è la colpa di costoro? intelligenza col nemico, cambio di casacca, tradimento del mandato elettorale... niente di tutto questo. I quattro arcinemici del Beppone nazionale si sono limitati a dire, blandamente che forse Grillo avrebbe fatto meglio ad assumere un diverso comportamento durante le consultazioni con Renzi.
Apriti cielo! assemblee congiunte degli eletti a notte fonda, consultazioni online per l'espulsione, meetup locali sfiduciano i traditori dal territorio (?!) e alla fine il responso della rete è: fuori.
il reato? Lesa maestà, d'altro non c'è notizia...
Il totem della democrazia diretta invocato dai grillini come la mano di Allah sulla terra è una bufala più grossa del milione di posti di lavoro che spacciava il Cavaliere a metà anni 90. Nel caso grillino è anche peggio, come dimostra l'immagine sottostante..

Ma anche "il campo dei progressisti" (cit. Massimo D'Alema) soffre gli stessi mali: le primarie aperte a chiunque per scegliere segretario e classe dirigente del Partito sono un'offesa all'intelligenza. Vertice e linea politica del partito la decidono i partecipanti alla vita del partito(cioè i tesserati), secondo logica. Sennò? Sennò ti succede Renzi... che non a caso piace più a destra che a sinistra, che va avanti con le ospitate ad Amici di Maria De Filippi e quando parla è rumore di fondo: praticamente una televendita!
Ma un partito è un'altra cosa: è il confronto fisico tra le persone, non è un braccio di ferro ma, auspicabilmente, al termine di una direzione i vinti portano a casa qualcosa ed i vincitori integrano la posizione iniziale con l'apporto dei contributi di tutti. Per capirci: non è come fa Civati che in direzione vota contro il cambio Letta-Renzi e in aula vota la fiducia-sfiduciata per timore di essere cacciato. Sennò Civà sei un pulcinella non l'opposizione interna. 
Come si vede, i tre principali partiti italiani sono eterodiretti dai loro capi, ed ogni forma di dissenso, o anche minimo scostamento, dal dettato del pater familias si paga caro, carissimo. L'immagine svuota il contenuto e lo irride.
Dunque, saltando a piè pari i piccoli partiti, che per definizione sono partiti personali si può concludere che in Italia non ci sono partiti, e se non ci sono partiti non c'è politica nazionale:

"Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale" 
Costituzione Italiana Art.49

Ma ormai questo è il Paese degli uomini soli al comando, è il Paese in cui le posizioni politiche si esprimono in trenta secondi (il tempo di uno spot), in cui la linea politica la fanno gli istituti demoscopici e un passaggio in tv vale più di anni di militanza, un sorriso smagliante più dell'esperienza. E la Costituzione è solo un pezzo di carta ingiallita. Chissà se la trovo sull'I-store così me la scarico..
 
e adesso, pubblicità.

domenica 26 gennaio 2014

La domenica bestiale


Va bene che è domenica e il tempo è grigio, va bene che l'inter non vince dal 2013 (si, pure interista sono, succede..), ma un cristiano non può mica cenare e vedersi davanti Berlusconi con la scrivania bianca che ti dice che il 2014 sarà un nuovo 1994. E vabbè, poi dice che uno emigra in Bulgaria!! Superato il momento di sbandamento, il buon Silvio ci dice che "in vent'anni abbiamo avuto ben quattro colpi di Stato, che la magistratura di sinistra tenta di abbatterlo in tutti i modi, che i moderati si devono unire sotto la sua bandiera per difendere la libertà di questo Paese [.. intervallo, il blogger è in bagno a vomitare, forse è incinto], che nuove sfide attendono la vittoria dei forzisti, esattamente come nel 94".
E' sera e come ogni sera dedico il mio pensiero ed alcune parole non proprio riproducibili qui al buon Matteino Renzi. Matteino caro, grazie di avercelo restituito così come ce lo ricordavamo! Non sopportavamo l'idea di vederlo ai giardinetti a raccogliere le cacche di Dudù. Tu si che sei personcina raffinata Matteino, non quel rottame di D'Alema che con B. voleva solo modificarci la Costituzione, tu si che sei diverso, sei rock, tu ci vuoi fare la riforma elettorale insieme. Anzi tu, la riforma elettorale non vuoi farcela insieme, vuoi direttamente che te la faccia lui!! Bravo, bravissimo, questa non è intelligenza col nemico, questo è tenere il nemico impegnato mentre tu stai lì a twittare. bravo Matteino non c'è che dire, sei il numero uno, anzi di più: il numero zero, anzi di più: sei un Matteo Renzi. E bravo anche quel milione e otto di elettori delle primarie che t'ha votato, vedi che leader che s'è scelto!
Nel frattempo la sinistra-ecologica-libertaria chiude il suo congresso nazionale confermando la guida di Nicolino Vendola che afferma la sua dimensione neodemocristiana: nè col PD nel Pse, nè con Rifondazione e Comunisti Italiani alle europee. "Praticare la frontiera!" Mah...
La Fiat annuncia il cambio di residenza fiscale da Torino a Londra per "la minore tassazione del Regno Unito"(!!!), e Landini attacca Camusso sulle regole di rappresentanza al congresso CGIL. 
Tonino Di Pietro si divide tra le sue nuove carriere: attore di spot elettorali e intervistatore di camorristi.
Dulcis in fundo: Nunzia De Girolamo si dimette or ora da ministro dell'agricoltura perchè "il governo non ha difeso la sua onorabilità" sulla vicenda delle intercettazioni asl Benevento (argh!!) 
Adesso, capirete che non mi sento molto bene, peggio di me può stare solo il buon Francesco Boccia:  immagino le finezze che possano uscire dalla bocca di sua moglie in queste ore.
Quindi un saluto ai protagonisti di cui sopra:
 A Landì prima di preoccuparti delle regole di rappresentanza al congresso fai una cosa, insieme alla Camusso, chiedetevi chi cazzo rappresentate voi ormai;
 Nicò, è inutile che te ne esci con le supercazzole, il PD ti ha fatto la pelle, come l'ha fatta a tutti gli alleati che ha avuto in questi anni. Ti sei messo in un cul-de-sac per dirla a modo tuo. Mò per uscirne vivi ci vuole un sac-de-cul;
 Tonì, Gesù com'è triste la vecchiaia! 
 Matteino il Decisionista: che ce ne frega a noi delle indicazioni della Corte Costituzionale, che ce ne frega a noi della rappresentanza parlamentare, che ce ne frega a noi delle preferenze, che ce ne frega a noi se la nuova legge elettorale è una versione riveduta e peggiorata (incredibile ma vero del porcellum!) che ce ne frega a noi del centro-sinistra unito,che ce ne frega a noi... abbiamo vinto le primarie noi e viviamo nella casa delle libertà quindi facciamo un pò come cazzo ci pare! (plurale maiestatis).

Che domenica bestiale... Ah dimenticavo: Buon Appetito al Consiglio Regionale dell'Abruzzo!  

domenica 19 gennaio 2014

Profonda sintonia

Dal punto di vista sentimentale lo capisco: anch'io dopo esser diventato il segretario nazionale del mio partito avrei incontrato per prima la mia musa ispiratrice. Sono fatti di cuore, nessuno li può giudicare..
Renzi-pieraccioni che incontra Berlusconi dev'essere stata anche l'occasione per una bella foto insieme così la mette sulla scrivania tra quella con Mandela e quella con Mike Bongiorno. 
Quello che invece non capisco sono le reazioni: a sinistra peana e cori piangenti per la fine che ha fatto il partito di Berlinguer. Ma scusate, io dico, avete fatto le primarie, su tre milioni di partecipanti quasi due hanno votato Pieraccioni. Era quello il momento di piangere e flagellarsi no? Che vi potevate aspettare da uno che si fa scrivere i discorsi da Baricco? Che vi potevate aspettare da uno che si presenta dalla Bignardi col portatile e mentre risponde cerca di compilare un foglio excel mettendoci un'eternità e non riuscendoci? Che non lo sapevate che questo qua è una chiavica? Sapevatelo!
Dal punto di vista più pertinentemente politico, la "profonda sintonia" di cui sopra si è estrinsecata così: 
vogliamo entrambi che chi vince possa governare, entrambi vogliamo il rafforzamento del bipolarismo;
entrambi vogliamo un sistema elettorale con sbarramento alto per evitare frammentazioni;
vogliamo entrambi la riforma del titolo V della Costituzione (un'altra volta? e che vi ha fatto sto titolo V che ogni volta lo smontate e rimontate?);
entrambi vogliamo il Senato come camera delle autonomie (cioè?) che non sia elettivo ecc..   
Ma questo lo vuole pure il mio cagnolino. 
Si sa se volete il mattarellum, il sistema francese, il sistema spagnolo o qualsiasi altro sistema elettorale vi passi per la mente? non si sa.  
Si sa se volete ritornare a votare nel 2014 o più avanti? non si sa.
Si sa chi e come le deve fare le riforme costituzionali? non si sa.
Si sa se Renzi incontrerà pure gli altri leader dei partiti presenti in parlamento per concordare qualcosa o il rapporto con B. è esclusivo? non si sa.   
Quindi che profonda sintonia è? non si sa.
E in tutto questo non si sa interviene il buon Antonio Di Pietro che benedice l'incontro del leader della sinistra italiana(???) con il leader dell'opposizione(??????). Al caro Antonio suggerirei di assumere posizioni più dignitose nei confronti di Renzi, che tanto quattro seggi per lui e i suoi amici stretti glieli trova, ma se continua così l'Italia dei Valori (con tutto quello che ha significato negli ultimi quindici anni) è stramorta e mummificata. E poi, tutta una carriera politica fondata su una sola parola "Legalità" e adesso Mister B diventa "il leader dell'opposizione"? Tristezza, non ci sono più gli oppositori di una volta.

sabato 18 gennaio 2014

Question Time
Le domande a cui non so rispondere
La domanda non è: è giusto o sbagliato che il segretario del PD Renzi incontri  Berlusconi nella sede del PD davanti ad un quadro di Che Guevara?
La domanda è:
 che ci fa un quadro di Che Guevara in una sede del PD??
Maalox please!

mercoledì 27 novembre 2013

Berlusconi: "Decadenza colpo di Stato". 

E chiama la piazza a reagire

 

Good morning Italy!!!

sabato 16 novembre 2013

Rimettete i calendari: oggi è il 16 novembre 1993

Oggi è il 16 novembre 1993 ed io ho 14 anni. Piove e fa freddo per uscire con la vespa bianca, allora accendo la tv.
Berlusconi fonda Forza Italia: "la difesa della Libertà del nostro Paese dipende esclusivamente da noi!", i comunisti sanno di non poter arrivare al potere per via democratica e utilizzano la magistratura per cancellare i propri avversari politici, fonderemo un Club in ogni città... la rivoluzione liberale, meno Stato più mercato..
Il PD(S) olia la sua gioiosa macchina da guerra per la primavera prossima, ha la vittoria in pugno.
I centristi sono ricoverati in stato comatoso e non danno segni di vita celebral-politica.
Paolo Mieli sul Corriere della Sera auspica nel suo editoriale "una democrazia che funzioni".
In giro la corruzione è dilagante, chi mette i soldi delle mazzette nei pouf in salotto, chi nelle scatole di medicina, il PM Di Pietro va a Napoli e torchiando Scotti gli fa sputare fuori 15 miliardi di lire.
Da aprile c'è un governo tecnico targato Banca d'Italia per rassicurare l'Europa e far fronte ad una situazione di emergenza.
Ma non è il '93, te ne accorgi subito, perchè è cambiato tutto! so' passati vent'anni mica cotica... e' tutto diverso, tutto:
1. da aprile c'è un governo tecnico-politico con centro-destra-sinistra insieme per rassicurare l'Europa e far fronte alla situazione d'emergenza, il ministro dell'economia è un uomo di BankItalia (così, per tranquillità di tutti);
2. in giro la corruzione è dilagante: chi si mangia i soldi del partito alle macchinette slot, chi si beve i soldi della Cultura a Champagne con gli amici, l'ex onorevole Di Pietro corre dietro ai suoi ex compagni di partito e spera (torchiandoli) di fargli pagare il prezzo del tradimento in migliaia di euro;
3. Paolo Mieli sul Corriere della Sera auspica finalmente "una democrazia che funzioni" grazie alla modifica della Carta Costituzionale;
4. Il PD sa che questa volta ce la può fare, spera nel miracolo dell'Immacolata, olia la gioiosa macchina da guerra in vista delle primarie, sente la vittoria in pugno e la depone nel taschino del suo leader naturale Leonardo Pieraccioni (che se c'è uno che non può mai averti fatto ridere è Pieraccioni);
5. I centristi sono ricoverati in stato comatoso e non danno segni di vita celebral-politica;
6. Berlusconi fonda Forza Italia: una forza di cambiamento per difendere la Libertà dai Comunisti.

Tutto diverso, tutto uguale..
Quello che non è uguale è che un intero Paese ha buttato 20 anni di vita e si prepara a buttarne al vento almeno altri cento. Quello che è diverso è che allora, da qualunque lato la guardavi, destra/sinistra/su/giù/centro c'era una speranza di miglioramento di crescita, di nuova opportunità: un quadro politico quasi completamente nuovo, un'Europa da raggiungere prima con la moneta unica, poi con l'unità politica, l'eroe nazionale Antonio Di Pietro, gran raddrizzatore di torti, da seguire e sostenere. C'era speranza.
Adesso il cavaliere della rivoluzione liberale non ce la fa a tenere un discorso vecchio di vent'anni per più di tre quarti d'ora, fiaccato da lifting che gli hanno sigillato gli occhi e nottate in bianco con ragazzine e Dudù; i nipoti di Berlinguer si affidano al carisma di un pallone gonfiato fiorentino che mangia ostriche con Briatore, con la fiducia che si ripone della Madonna di Lourdes; Di Pietro è un pensionato che chiamano in tv a raccontare dei bei tempi delle Mani Pulite; non c'è nessuna speranza per il futuro, le cose non possono migliorare, tutto il resto è rumore di sottofondo.
Però piove come nel novembre '93, dovrei ricomprare una vespa bianca...




domenica 13 ottobre 2013

Aforisma del Clown



Avere Grillo dopo vent'anni di Berlusconi è come prendersi una diarrea dopo aver fatto la chemio per guarire da un tumore: ci si può morire.

martedì 8 ottobre 2013

L'angolo del populista 
(post generati da una digestione difficoltosa)

Sostiene Sua Maestà Re Giorgio che si vergogna quando va in Europa dei continui richiami rispetto alle condizioni dei carcerati in Italia. E' perciò che con viva e vibrante soddisfazione che sollecita il Parlamento ad occuparsi del problema suggerendo indulto o amnistia.  
Ora io dico: Giorgetto caro, quando vai in Europa dovresti vergognarti di altre cosette più che delle condizioni delle carceri italiche, tipo la trattativa stato-mafia e la viva e vibrante distruzione delle intercettazioni tra la tua Maestà e Nicola Mancino (giusto per dirne una); poi ricorderei che già nel 2006 il Parlamento ha concesso indulto per tentare di risolvere lo stesso problema con risultati ridicoli, te lo ricordi Giorgetto o l'alzheimer ha fatto il suo lavoro? le condizioni di vita nelle carceri non si migliorano facendo uscire al più presto un pò di gente, non ti pare? ma magari diminuendo la densità di carcerati, aumentando il numero delle guardie, prevedendo per i reati minori, e non recidivi, misure di graduale reinserimento sociale (ma per davvero, non per finta) e costruendo un po' di penitenziari moderni dove la gente che ci lavora e chi sopporta la pena non si suicida. Magari eh, però può essere che hai ragione tu.
Naturalmente il cittadino 5 Stalle, furbo come una faina, sostiene che l'uscita di Re Giorgio sia dovuta al tentativo di salvare B. Ah cittadì, dormi tranquillo, indulto o amnistia non si applicano a reati contro la Pubblica Amministrazione. Come al solito hai capito tutto!  

domenica 6 ottobre 2013

Quattro cani per strada...

Dice una vecchia canzone di De Gregori:
" Quattro cani per strada.
Il primo è un cane di guerra
e nella bocca ossi non ha e nemmeno violenza.
Vive addosso ai muri e non parla mai,
vive addosso ai muri e non parla mai.
Il secondo è un bastardo che conosce la fame e la tranquillità
ed il piede dell'uomo e la strada.
Ogni volta che muore gli rinasce la coda.
E il terzo è una cagna, quasi sempre si nega,
qualche volta si dà e semina i figli nel mondo.

Perchè è del mondo che sono figli, i figli.
[...]
Il quarto ha un padrone,
non sa dove andare, comunque ci va,
va dietro ai fratelli e si fida.
Ogni tanto si ferma a annusare la vita, la vita."


Nel fine settimana di crisi aperta e chiusa da B. con triplo salto carpiato e lieto fine in stile fratelli Grimm, a pensarci, si sono visti i quattro cani all'opera per disegnare il finale da opera buffa che è ormai la quotidinianità politica di questo Paese. Così, ridendo e scherzando, mentre vi divertite ad individuare i quattro cani, fermatevi un attimo a riflettere su due dettagli: il miserevole stato psichiatrico del PD, dei suoi dirigenti, dei suoi opinion leader così disabituati a gioire per una vittoria o un risultato concreto ottenuto che festeggiano anche quando non hanno niente da festeggiare; la straordinaria occasione, perduta al fotofinish, di cambiare radicalmente il quadro politico italiano. 
Se il coraggio di Alfano e Formigoni fosse durato più di cinque minuti, avrebbero spaccato il PDL e formato gruppi autonomi in Camera e Senato. Così avrebbero avuto il tempo, da qui al 2015, di creare in Italia una destra moderna ed europea prosciugando il bacino conservator-populista del Cavaliere Dimezzato, con enormi benefici per l'immagine del Paese nel mondo e per l'intero sistema politico. Invece no, la fellonia dei nani con l'ombra da giganti, il colpo di coda last minute di Dudù-silvietto e l'ingordigia del servo che intende prendersi tutta la proprietà del padrone ci riportano al punto di partenza. Coitus interruptus.
Alfano adesso vuole tutto il PDL, Berlusconi glielo darà (o gli darà l'impressione di darglielo) nel frattempo ha un anno di tempo per continuare a condizionare il governo (che avete da esultare a sinistra?), per epurare o ricomprare i ribelli e restare lui il capo-bastone della tribù. L'occasione è persa e la si racconterà come una manovra di palazzo, più o meno riuscita. Direi meno. Ma era una giornata importante per isolare definitivamente Berlusconi e far uscire i suoi problemi giudiziari una volta per tutte dall'agenda del Paese. Era importante per tutti e soprattutto per il campo di sinistra, dove l'ottimo Enrichetto dimostra capacità tattiche di rilievo, ma oltre queste non vedo motivi di gioia: il PDL continuerà ad essere un osso duro da rosicchiare con i soldi del capo, le tv del capo, e i barbari leghisti al soldo del capo.    
Nel frattempo..
Renzi mugugna: se Letta allunga il brodo del governo il suo profilo da berluschino toscano, costruito andando ad Amici vestito da Fonzie, potrebbe non essere più attuale ed utile per vincere le primarie per la premiership.
Biancofiore vittima del sistema: seguendo il bastone del padrone ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario, sembra che Letta non le abbia respinte! ahah!!! un vecchio detto democristiano diceva "non dare mai le dimissioni, qualcuno potrebbe accettarle!" Adesso la falchetta pentita non ha idea di che pesci pigliare: pesce d'aprile!  
Il Movimento 5 Stalle continua a fare un'opposizione pugnace ed efficace: dopo l'interrogazione parlamentare sulle scie Kimike e il disegno di legge sulla coltivazione della canapa (che cambierà per sempre le nostre vite, è chiaro!) Grillo minaccia il Paese "se non ci date il 51% alle prossime elezioni me ne vado!". Che elevatissimo spirito democratico! No a Bè, ti prego rimani, facciamoci un altro bicchiere insieme e poi andiamo via. Organizzare un V-day per mandarlo a fanculo in coro no?   

Mah, beviamoci su..


venerdì 20 settembre 2013

Doppio Click

Gemelli diversi: non ci sono più i Timonieri di una volta..




giovedì 19 settembre 2013

PD, ULTIMA CHANCE
 
  Alberto Asor Rosa _ Il Manifesto 18.09.2013

Il Pd sta messo davvero male. Se sono attendibili le stime fornite da Ilvo Diamanti su la Repubblica del 16 settembre (ma in genere lo sono), il Pd arranca in cima alla classifica di un voto eventuale, ma tallonato da presso dal Pdl in sorprendente rimonta. Uno può fare a questo punto tutti i commenti che vuole sulla desolante iniquità dell'elettorato italiano, ma forse sarebbe meglio pensare ai casi propri: se uno cresce e l'altro no, in genere la colpa può essere divisa a metà, e in questo caso certamente lo è.
Quando l'esperimento post-elettorale di Bersani fu mandato, prima del tempo limite, a carte quarantotto, scrissi su questo giornale che per ottenere quel risultato, e passare d'autorità al governo delle larghe intese, bisognava sacrificare sull'altare della politica di unità nazionale anzitutto e soprattutto il Pd. Mi dispiace dirlo, avrei preferito non averci azzeccato, ma invece è andata puntualmente così.
Pare che il Pd abbia diminuito della metà i suoi iscritti: motivi dichiarati dai sondaggisti, il governo delle larghe intese (ma su questo tornerò) e i tentennamenti, le paure, le incertezze in merito alla decenza del cittadino Berlusconi.
Se le cose stanno così, - e mi pare ragionevolmente che stiano così, - la settimana che si è aperta risulta decisiva. Il Pd ha di fronte a sè l'ultima chance: non ce ne saranno altre fino alle prossime elezioni, destinate a essere anche più catastrofiche del previsto se non verrà giocata come si deve.
L'ultima chance si compone di due segmenti, strettamente collegati fra loro. Il primo riguarda il voto nella Commissione del Senato sulla decadenza del cittadino Berlusconi. Difficile sottovalutare l'importanza grandiosa che il comportamento dei componenti Pd in Commissione è destinato ad assumere nell'impostare con estrema chiarezza il processo che dovrà concludersi in aula. Se saranno fermi a votare la decadenza, sarà messo un tassello importante nella faticosa riconquista di una "buona politica" in questo sventurato paese. Altrimenti dovremo rassegnarci ad andare a rotoli.
Il secondo segmento riguarda l'Assemblea nazionale del partito, che si terrà il 20 settembre, per impostare il futuro congresso e, più o meno esplicitamente, per delineare il percorso del partito fino alle prossime elezioni.
Sia consentito a uno come me che non ha bisogno di essere rottamato da chicchessia perché è da tempo un rottamato biologico che ogni anno che passa lo diventa sempre di più (meno comunque, spero, di quanto qualcuno si augurerebbe) dire che l'idea che a qualcuno venga in mente di candidare Matteo Renzi alla segreteria del partito o addirittura alla premiership ha un sapore comico e paradossale, di cui, guardandoci tutti un momento allo specchio, si dovrebbe tenere conto.
Battute, gesti, ammoina e colore locale... neanche un'idea, un progetto, un'apertura culturale di qualche minimo peso, ma soltanto il sospetto, non dichiarato ma tangibile, di una sostanziale vocazione di destra. Insomma, la riproduzione in sede Pd del fenomeno Grillo fuori del Pd: per affermare e trionfare, ci si appoggia sull'estrema estenuazione di un elettorato che, di delusione in delusione, di sconfitta in sconfitta, si è anch'esso depoliticizzato, deculturalizzato, depotenziato.
La domanda che mi si potrebbe porre è appunto questa, se si dovesse tener conto anche in questo caso delle sullodate stime diamantine: cosa c'è da lamentarsi se Renzi svetta in cima alle classifiche dei potenziali premier democratici? Egli interpreta oggi lo spirito del mondo.
Alla domanda rispondo con un'altra domanda: possibile che al degrado, se non universale, certo oggi molto diffuso, si debba rispondere in questo modo? Possibile che non esista un modo serio, collettivo, ragionato, sociale, di rifare anzitutto il partito, che, consegnato nelle mani di questo improvvisato leader, sarebbe destinato, e consapevolmente portato, allo sfacelo totale?
Auspico che a questa perniciosa prospettiva uomini e donne che vengono da organizzazioni e da esperienze di movimento in cui si sa di cosa parlo, pongano un argine.
Se è necessario prolungare i tempi per ottenere questo risultato, si tenga in piedi il governo Letta con la maggioranza parlamentare che si potrà raccogliere una volta conseguita la decadenza di Berlusconi. Se ne approfitti per fare una legge elettorale nuova, rispettosa dei diritti di cittadinanza. E nel frattempo si torni a tessere la tela di un centro-sinistra sempre più allargato, - allargato a Sel ma anche ai movimenti sempre più presenti nel nostro paese, cresciuti negli interstizi di una politica spesso rinunciataria e deficitaria. Si tratta di ricostruire un partito, non d'imboccare l'ennesima avventura personalistica e autoritaria.

martedì 27 agosto 2013

La visione di Silvio. 

di Corradino Mineo, dal suo blog del 26 agosto

 

“Epifani a Berlusconi: basta ricatti”. 
Repubblica intervista il segretario del Pd che apprezza “il lavoro prezioso che Letta sta facendo” e sostiene che “una crisi adesso sarebbe un danno per l’Italia”, ma promette che il Pd non baratterà la durata del governo con una soluzione “politica” per Berlusconi. “Una crisi adesso sarebbe una follia”, il Corriere della Sera cita Letta, poi si concede una disamina sui contrasti nello zoo di Arcore. “Sotto accusa i falchi”,nel titolo di testa,  ma anche “tra merli e cornacchie Silvio ascolterà i figli”, intervista a Carlo Rossella. Nonché un omaggio alla impavida “pitonessa” che pare voglia strozzare fra le sue spire il “camaleonte” Alfano. Non è così, nello zoo regna la pace, dice Il Giornale. Piuttosto è “sfida finale” contro il serraglio democratico.  “Il PDL compatto con il Cavaliere, a Napolitano e Letta il compito di trovare una soluzione”.
“La Crisi ora, una follia”, più che il Corriere è la Stampa a far propria la frase del Premier. “Di tutto avremmo bisogno - scrive Mario Calabresi - tranne che di gelare i fili d’erba della ripresa, di affogare nel caos e nelle paure i primi segnali positivi che la nostra economia mostra da anni”. L’economista Paganetto spiega come la “legge di stabilità possa liberare risorse”, dunque un’occasione da non sprecare. Capisco Letta. Veramente. Contava di poter mostrare qualche risultato tangibile della sua azione di governo a conclusione del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea e rischia, ora, di non poter neanche varare la sua prima “finanziaria”.  Ma davvero era imprevedibile quel che succede? Davvero Napolitano credeva, Letta credeva, il Pd credeva che Berlusconi avrebbe sostenuto il governo anche a condizione di dover perdere lo status di Senatore e di rassegnarsi a 9 mesi di arresti domiciliari?

Ieri ho lanciato, via twitter, un ballon d’essai. Caro Letta - ho scritto - “follia” è stato credere che si sarebbe potuto governare a lungo con Berlusconi. Reazione di tre tipi. Condivisione critica, con la richiesta di togliere la frase “a lungo”: con Berlusconi non si può né si deve governare nemmeno un solo giorno. Fastidio e irrisione: “e allora, che si sarebbe dovuto fare?”. Infine, tentativo di colpevolizzarmi:  “zitto, che hai votato la fiducia”. Ripeto, ancora una volta, che dopo la mezza sconfitta elettorale del Pd, il rifiuto del dialogo e l’umiliazione che M5S ha voluto infliggere a Bersani, dopo aver fatto cadere la candidatura Rodotà, aver bruciato Marini, impallinato nel segreto dell’urna Prodi ed essersi prostrati in ginocchio davanti a Napolitano perché accettasse un secondo mandato, dopo questo calvario politico ed istituzionale, non era politicamente possibile né sensato negare la fiducia al governo Letta. Solo che un governo “di necessità” - queste cose le ho dette in Senato - avrebbe dovuto semplicemente fronteggiare  l’emergenza economica (cassaintegrati, esodati, un po’ di soldi per la scuola, pagare i debiti alle imprese), chiedere e ottenere la modifica della legge elettorale e far intuire, almeno, le linee di una possibile, nuova e meno remissiva, politica europea dell’Italia. Poi, quando sarebbe scoppiata - e si sapeva che sarebbe scoppiata - la bomba Silvio, il Pd avrebbe dovuto rapidamente separare le proprie responsabilità dal PDL, lasciando che si impiccasse in difesa di B.
Invece Letta, Napolitano, il Corriere della Sera, Epifani, hanno finto di credere che l’Italia avesse trovato un governo stabile. Che Berlusconi potesse accettare gli arresti domiciliari pur di rimanere nei panni dello “statista”, dell’artefice della “pacificazione”, del padrino di una “svolta epocale” con modifica, in senso decisionista e presidenziale, della nostra Costituzione. Questa, sì, è follia. Capisco persino il Cavaliere quando si sente preso in giro. E ripete “ma davvero credevano che avrei potuto accettare il tramonto ai domiciliari e fuori dal Parlamento, che oggi mi prescrive Galli della Loggia?”
Berlusconi è un bugiardo, ma ha la costanza del grande mentitore. E finisce col credere alle proprie bugie. È davvero convinto che avrebbe realizzato una rivoluzione liberale se non fosse stato per Bossi, Casini e Fini. Davvero pensa che Costituzione e Consulta, ponendo vincoli all’esecutivo, gli abbiano impedito di governare. Che chi esercita controllo di legalità (Procure, Corti, CSM) dovrebbe farlo in modo discrezionale, cioè non disturbando il manovratore del paese, l’unto del Signore in quanto eletto dal Popolo. Pensa davvero, Berlusconi, di essersi dimesso nel 2011 per “generosità” e non perché cacciato dal disgusto dell’opinione pubblica e dei suoi partner europei , Merkel e Sarkozy. E ora pensa davvero che il sostegno al governo, in cambio di una sua santificazione come padre nobile (e libero) di una nuova Italia”, sia un giusto baratto nell’interesse suo come del Paese. 
Sono Napolitano e Letta - pensa Silvio - che non hanno rispettato i patti. E allora? Speravano forse gli architetti delle larghe intese che “le colombe” avrebbero spinto Berlusconi un po’ più in là? Conosco bene queste colombe, per averle intervistate più volte a Rainews24. So che, in cuor loro, desiderano la morte del padre. Anche come forma di affetto, per non vederlo rotolare nella polvere. Ma escludono di poterlo ucciderlo con le loro mani. Dunque, caro Letta, “follia” è credere che questa pantomima potesse durare a lungo. 
Ed è una follia che può causare grande danno al Pd. Scrive oggi Diamanti: “Berlusconi è già in campagna elettorale”. Ricattando e atteggiandosi a vittima egli pone al centro dell’attenzione “il tema della giustizia. O meglio dell’ingiustizia nei suoi riguardi. In secondo luogo “cerca di imporre il proprio caso personale come caso esemplare....Una crisi di governo prodotta, in modo implicito o esplicito, dalle attuali vicende giudiziarie lo rilancerebbe come protagonista della vita politica e sociale”. Infine, non può e non vuole “accettare la decadenza” perché “significherebbe riconoscere il declino e aprirebbe ufficialmente la guerra di successione”. Dunque, conclude Diamanti: “Lui, Berlusconi, da solo. Contro tutti. La sinistra, Letta. Ma soprattutto Napolitano...La posta in palio è alta....Dopo aver scritto la biografia della Seconda Repubblica, Berlusconi vorrebbe lasciare il segno anche sulla Terza.”

martedì 13 agosto 2013

                   Promemoria dei cento giorni














Questo Paese soffre di Alzheimer, allo stadio terminale. Si consigliano quindi esercizi e buone pratiche per tentare di rallentare ulteriori degenerazioni.
Poco più di tre mesi fa, presentandosi alla Camera per la fiducia, l'ottimo Enrico Letta enunciava il suo programma di governo. Per chi se lo fosse perso, o non lo ricordasse, consisteva nei seguenti dieci punti. Per consuetudine ed esperienza i primi cento giorni sono di solito quelli in cui si determina il profilo del governo e si mettono in cantierei provvedimenti più importanti e di più complicata realizzazione.
(N.B. a fianco ad ogni voce l'asterisco indica l'obiettivo raggiunto)

1. Lavoro. Enrico Letta lo ha definito "la prima priorità" del suo governo. "Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari. Serve una politica industriale moderna che valorizzi i grandi attori ma anche piccole e medie imprese che sono il motore di sviluppo" e si deve "investire su ambiente e tecnologia".
Non pervenuto, tranne l'incentivazione all'assunzione a tempo indeterminato (finanziata con due lirette) che nessuna azienda utilizzerà in piena recessione. Ambiente e tecnologia? boh!

2. (*) Europa. Altra priorità dell'esecutivo è rassicurare l'Europa. "Se avrò la vostra fiducia - dice Letta - visiterò in un unico viaggio Bruxelles, Parigi e Berlino per dare subito il segno che il nostro è un governo europeista".
Fatto!! incredibile ma vero, un weekend lungo in giro per le capitali europee d'altronde non si nega a nessuno! Risultati? .....

3. Fisco. Risanamento e rispetto degli impegni europei, ma senza minacciare la ripresa della crescita che manca ormai da un decennio. Per questo Letta promette uno stop all'Imu di giugno in attesa di una sua revisione e sacrifici ripartiti finalmente in maniera equa. "Basta sacrifici per i soliti noti - avverte il premier - questo significa ferrea lotta all'evasione, ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi alla gente".
Io ho visto solo l'aumento delle marche da bollo, ma forse mi sono distratto. Rinviare un problema non significa risolverlo, ma poi lettino non era un convinto montiano della prima ora? Imu e Iva non li ha approvati insieme a Monti? a Enrì te c'hanno mai mannato...!!! 

4. Welfare. L'ambizione del governo di larghe intese è quella di riformare profondamente il welfare. "Dobbiamo rilanciare il welfare tradizionale europeo - spiega Letta - il nostro modello non basta più, deve essere più universalistico e meno corporativo aiutando i più bisognosi, migliorando gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli".
Non pervenuto, non se ne parla neanche!

5. Esodati. Strettamente collegato alla questione del welfare, il dramma degli esodati ereditato dal governo Monti. "Con la vicenda degli esodati la comunità nazionale ha rotto un patto: bisogna trovare una soluzione strutturale. E' un impegno prioritario di questo governo ristabilire la situazione", ha promesso il premier.
Come sopra..

6. Costi della politica. In sintonia con gli umori del momento, Letta annuncia che i ministri-parlamentari del suo governo non recepiranno lo stipendio previsto sino ad oggi in aggiunta all'indennità. Oltre a questo risparmio simbolico, il presidente del Consiglio promette la cancellazione della legge sui rimborsi elettorali. "Aboliamo la legge approvata e introduciamo più controlli e sanzioni anche sui gruppi regionali", imboccando la strada della "contribuzione" dei cittadini attraverso la dichiarazione dei redditi "all'attività politica dei partiti". Sempre in materia di tagli, Letta ha annunciato la soppressione delle Province.
Appunto, annuncia Enrì, annuncia!  Inseguire a chiacchiere il populismo a 5stelle è proprio incomprensibile, poi specialmente da parte di uno che da una vita mangia pane e politica, ma soprattutto mangia pane grazie alla politica..

7. Riforme. L'intenzione del governo è quella di affidarle ad una Convenzione aperta a tutte le forze politiche e ai contributi esterni, ma su due punti - bicameralismo e legge elettorale - Letta vuole indicare la strada: "Dobbiamo superare il bicameralismo paritario, evitare ingorghi istituzionali affidando a una sola Camera il compito di conferire o ritirare la fiducia al governo. La seconda Camera dovrebbe avere competenze legate alle autonomie". "La legge elettorale - aggiunge - è legata alla forma di governo", ma "qui dobbiamo solennemente prendere l'impegno che a febbraio sia stata "l'ultima volta" del Porcellum.
Anche gli alcolisti giurano che quello di ieri è stato l'ultimo bicchiere, ma intanto se ne versano un altro. Il polverone dei saggi costituzionali e della modifica dell'Art.138 serve solo a prendere tempo e tornare a votare col porcellum, il quale come si sa non fa schifo a nessuno. Del porcellum non si butta niente! Se si vuol fare la riforma elettorale di fa un decreto legge, si porta in aula, si pone la fiducia e si approva. Punto.


8. Mezzogiorno. "Metteremo in condizione il Sud di crescere da solo, attraverso l'annullamento del divario con il Nord", afferma il presidente del Consiglio. Per Letta si deve continuare il lavoro del governo Monti "puntando su una buona gestione dei fondi europei".
Beh, certo... non ci sono più le mezze stagioni, una volta non faceva tutto sto caldo, al buio tutti i gatti sono grigi, quello che non ti uccide ti fortifica, tanto va gatta al lardo... eddai!!

9. Giovani. In questo caso dal premier arriva solo un'enunciazione di principio, senza impegni precisi. "Quello del rinnovamento generazione è una questione drammatica che stanno vivendo milioni di giovani. Porta con se sconforto e rabbia di chi non studia né lavora - dice Letta - Chiediamoci quanti bambini non nascono in Italia per la precarietà".  
Fatto?

10. Donne. Discorso simile sulle pari opportunità, dove il premier non entra nel dettaglio della futura azione di governo. "Sull'occupazione femminile occorre fare molto di più - afferma - La maggiore presenza delle donne nella vita economica, sociale e politica dà straordinari contributi, ma siamo lontani dagli obiettivi europei: non siamo ancora un paese delle pari opportunità".
Certe volte Letta mi pare una Carfagna!

Mi raccomando, state attenti a che non cada questo governo! le epocali misure che ha preso, sta prendendo, prenderà, cambieranno la nostra vita per sempre! mi raccomando però, maneggiare con cura. Non disturbate il manovratore e lasciategli salvare l'amico dello zio.
Ottimo Presidende del Consiglio, Onorevolissimo Enrico Letta, fattelo dire da me che ti ho conosciuto, ti dedico questo video, con affettato affetto...



martedì 6 agosto 2013

* Post Scriptum 
        d'arte e di parte























Schifani e Brunetta al Quirinale da Napolitano:
Don Abbondio riceve i due bravi mandati dal condannato per  imporre impunita'. Già riceverli subito e' cedere a don Rodrigo. 
Erri De Luca
 

sabato 3 agosto 2013

 Giorgio Caro..
























Giorgio caro, te lo dico subito, così ci togliamo il pensiero: non sei il mio Presidente.
Per essere più chiaro, il mio Presidente è Oscar Luigi Scalfaro, così ti rendi conto della distanza e di che cosa intendo io per Presidente della Repubblica. Dirai:"non si può mica piacere a tutti!" ma non si tratta di umana simpatia, si tratta purtroppo di quello che hai fatto e di quello che non hai fatto a questo Paese e alla sua Costituzione. Sei responsabile, corresponsabile, complice della situazione che vive il Paese. Sostiene Wikipedia che sei "il primo e finora unico Capo dello Stato ad essere stato membro del Partito Comunista Italiano", complimenti! 
Complimenti perchè non se n'è accorto nessuno: 

dal 2008 hai firmato senza battere ciglio qualsiasi legge vergogna/ad personam per favorire il Principale Imputato di questo Paese; 

nell'estate del 2011 con Governo e Paese sull'orlo del baratro anzichè indire nuove elezioni per l'autunno seguente (con il centrodestra liquefatto dai fatti di sesso del suo leader e il centrosinistra largamente avanti nei sondaggi) ti sei inventato Mario Monti, che bell'idea! 

abbiamo sperato che quello del 31 dicembre 2012 fosse il tuo ultimo messaggio alla Nazione  ma con viva e vibrante soddisfazione nel febbraio seguente hai annunciato di voler continuare (una roba mai vista in tutta la storia repubblicana) per "il bene dell'Italia!", chiedo: che ti ha fatto di male questo Paese??

hai inventato comitati di saggi per il programma di governo degli inciuci, comitati di saggissimi per le riforme, esautorando e svilendo il ruolo e le funzioni del Parlamento;

hai ribenedetto di nuovo le larghe intese inciucianti, si vede che ti è piaciuto l'esperimento montiano, ma deve essere piaciuto solo a te. Hai bloccato la vita politica di questo Paese legando le sorti del Governino Lettino alla minaccia delle tue dimissioni;

abusando dei tuoi poteri hai insabbiato l'indagine sulla trattativa Stato-Mafia, contribuendo a rendere opaca un'altra pagina della nostra Storia;

ma soprattutto e purtroppo hai creato un precedente: hai travalicato i tuoi compiti così come la Costituzione te li affida, l'hai piegata alle tue idee balzane su governi e governini del presidente, il tuo protagonismo nella vita politica-parlamentare è inaccettabile, intollerabile ma soprattutto "non sta scritto da nessuna parte" meno che mai sulla Carta Costituzionale. Hai allargato di fatto la distanza tra Costituzione Formale e Costituzione Materiale, stai trasformando una repubblica parlamentare in una presidenziale un po' ogni giorno. Ogni giorno strappi un pezzettino di quella Carta che dovevi difendere, salvaguardare, applicare;

il massimo di te stesso però lo hai dato due giorni fa, quando un minuto dopo la condanna in via definitiva di Berlusconi hai auspicato "l'aprirsi condizioni più favorevoli per l'esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all'amministrazione della giustizia": una velata minaccia ai giudici che dovranno definire l'entità dell'interdizione dai pubblici uffici di B.?

Giorgio Napolitano, "il primo e finora unico Capo dello Stato ad essere stato membro del Partito Comunista Italiano", ecco perchè non sei il mio Presidente, ecco perchè non sei il Presidente di nessuno in questo Paese. Non era meglio dimettersi con una settimana di anticipo e lasciare ad altri il ruolo di padre della Patria e guardiano della Costituzione?

Adesso vai, vai all'appuntamento con Schifano e Brunanetto e magari concedi pure la grazia a Berlusconi. Questo ti resta da fare, dopo aver incassato i complimenti di Grillo "folgorato dalla tua intelligenza" (e ho detto tutto!!). E quando avrai un minuto di tempo, denunciami per vilipendio al Capo dello Stato, io ti denuncerò per vilipendio alla Carta Costituzionale.

Ti saluto, con viva e vibrante rassegnazione. 



  

giovedì 27 giugno 2013


PILLOLE (basta un pò di zucchero e..)

Dopo la sentenza Ruby: Berlusconi al Quirinale per colloquio con Napolitano. Trattativa Stato-Mafia 2.0 (?!)

mercoledì 26 giugno 2013

Armi di distrazione di massa

In Italia noi facciamo così: ci sono delle questioni importanti sul tappeto ma il governo non le affronta e l'opinione pubblica non ne parla. Per stendere il pietoso velo si propinano all'ordine del giorno fatti di nessuna importanza per il Paese, si armano le opposte tifoserie, si eccitano gli animi e si occupano le prime pagine dei giornali e le puntate dei talk show. Con tanti saluti ai problemi del Paese.
Esempio pratico n.1: Berlusconi condannato per induzione alla prostituzione minorile. Il tribunale di Milano condanna a sette anni di reclusione ed interdizione perpetua dai pubblici uffici (processo Ruby). Inizia il tam tam mediatico: tutti i giornali di tutti gli orientamenti pubblicano il fatto in prima pagina, tutti a chiedersi come il Caimano si vendicherà e vai con le analisi politologiche (cadrà l'ottimo Letta? se si, si tornerà a votare con il porcellum? e il PD che dice? e possibile che B. se ne stia con le mani in mano?). Intanto nel campo di sinistra si esulta come se si fosse vinto il mondiale o più banalmente come se si fossero vinte le elezioni (sic!), nel campo di destra finalmente Giuliano Ferrara rivela la sua segreta aspirazione: prostituirsi e andare a letto con Silvio (pensa che notti bollenti!). 
Ricorderei sommessamente agli uni e agli altri che è una condanna di primo grado, ci saranno ancora due giudizi prima del giudizio definitivo e tutto può succedere. Ci sarà tempo per esultare (di che? che per vent'anni non siete riusciti a battere politicamente un puttaniere?) e per i peana dei Sallusti e consorte che temono per la dipartita del loro donatore di lavoro (povero Silvio in mano a sti giudici giacobini, moralisti  e bacchettoni, perseguitato come San Sebastiano).
Esempio pratico n.2: il caso F35 in discussione oggi alla Camera. Questo è un caso emblematico del come e del perchè la sinistra italiana sia ridotta nelle condizioni che conosciamo. Si capisce l'aspetto ideologico pacifista ma, dal punto di vista pratico, la questione è di una marginalità unica. Le cifre che si sparano riguardo al costo di questi famosi aerei da guerra andrebbero divise per il numero di anni di durata del progetto. Si scoprirebbe così che ha incidenza nettamente maggiore sulle casse patrie l'IMU (che però dobbiamo eliminare, sennò Silvio si angustia) degli aerei. Poi bisognerebbe fare un pensierino alle aziende italiane che hanno le commesse di produzione per i componenti, ma non c'è tempo le opposte fazioni sono già in campo e si  avvitano nel dibattito favorevoli/contrari...

Ed ecco fatto! sarete già stanchi di leggere questo post, intanto tra puttane e quattro caccia non si è parlato ad esempio di :

1. tra cinque giorni scatterebbe l'aumento dell'IVA dal 21 al 22% (pensa che botta!) e il governo (anzi l'ottimo governo!) pensa a rinviarlo di tre mesi. Serve un milione di euro per il rinvio: si può finanziare aumentando un pochino l'IRPEF (!!?). Complimenti alle brillanti menti! ma come? si evita temporaneamente l'aumento di una tassa addizionandone un'altra. Chi l'ha avuta sta pensata? Francesco Boccia?

2. In questi giorni si discute a Bruxelles del più grande pacchetto di soldi che l'UE ci dà: la riforma della PAC 2014-2020, una robetta da 60 miliardi di euro per il comparto agroalimentare italiano. Che se ne sa? C'è una proposta del ministero dell'agricoltura? C'è un indirizzo dell'Italia? C'è una discussione in corso con i partner europei? niente, stiamo a guardare che ci mette in mano l'UE e dove ci dice di spendere. Chi lo fa il ministro dell'agricoltura, la moglie di Francesco Boccia? Purtroppo si. 

Quando nei talk show, sui quotidiani, davanti al bar ci si chiede se il governo Letta cade o resiste, ci si dovrebbe domandare anche se è utile a qualcuno in questo Paese che resista. 
Viva l'Italia!