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venerdì 13 giugno 2014

La fine dei decisionisti



C'è qualcosa di nuovo in Italia, qui si riforma con la mitraglia. C'è un Presidente del Consiglio che non segue alcun consiglio. C'ha due denti da coniglio, è un decisionista di gran piglio. Sguscia via tra tipi loschi con l'aiuto della Boschi. Buona quella, per di più, lo si può dire anche senza "u". Civatiani e dissidenti se li mastica tra i denti, se non stai coi vincitori dal partito resti fuori. E quei vecchi del pd, che ci fanno ancora qui? Già si sa che è così: il trionfo personale, non dà tempo a blaterare! Perditempo e lavativi, son per voi tempi cattivi, qui si marcia notte e dì per la maggior gloria di quello lì. La riforma costituzionale senza men si deve fare: è un pasticcio, una manfrina "presto, presto!" una vocina, arriva qui fin dalla Cina. Se per voi è così amar non poter partecipar, c'è la porta, e fuori, il mondo.con un tweet io v'affondo. Pensavate di contar? sciocchi, solo io son la star! Il partito è democratico, tanto quant'io son simpatico! E con queste quattro rime, resti chiaro, son le prime, io continuo a comandar: sono Renzisuperstar! Vi saluto con passione, io son RenziNapoleone!

Il cesarismo politico, di cui su questo blog ogni tanto avrete avuto modo di leggere, è il peggiore dei mali di questo Paese. La retorica dell'uomo solo al comando che vince le resistenze e gli inciampi che incontra lungo il suo luminoso cammino, si arricchisce di nuovi episodi. L'aspetto inedito è la sua coniugazione in quello che ama definisrsi "il maggior partito della sinistra italiana" (alèèè!!). Finora questi gran pezzi d'uomini con la mascella d'acciaio li aveva prodotti la destra fascista e la destra berlusconista, oggi si sperimenta a sinistra ma i caratteri sono gli stessi e ci sono tutti: indispensabilità del leader per arrivare alla vittoria, piglio più autoritario che autorevole, assoluta intolleranza a qualsiasi moderatissima obiezione al dettato del capo, e poi aspetti "futuristici": velocità, pseudo-efficienza, adorazione del nuovo/condanna del vecchio (nel senso delle persone, delle procedure, dei modi e delle idee). Prendiamo ad esempio il caso Mineo. Il buon Corradino è un pò anziano (sarà vicino ai sessanta) e già qui parte male! Poi non è renziano (e questo è pure peggio!!), ma di indole collaborativa: si limita a consigliare il Principe, fa proposte (fa proposte? peggio del peggio!! chi si crede di essere?). Per sua grande sventura è (era) Presidente della Commissione Costituzionale al Senato. E' stato appena defenestrato causa disaccordo con la Riforma del bicameralismo del Grande Leader del 40.8%. A suo maggior scorno, il Grande Leader non si è nemmeno sporcato le mani col suo cadavere (Renzi è in oriente e da lì emana editti che ricordano quello di Sofia), ma ci ha pensato la sua casalinga preferita Maria Elena con un colpetto di scopa a scaraventarlo giù come si fa con uno scarafaggio.
La sostanza è: Mineo Chiti e gli altri cosiddetti dissidenti proponevano di discutere la riforma del Senato secondo la proposta di Chiti, anzichè fare una seconda camera con sindaci e presidenti di regione, senatori a vita-temporanei (nel senso che dopo un certo tempo verrebbero soppressi? boh!), il gatto con gli stivali, i sette nani e una delegazione di puffi. Il diktat è : non si discute! in aula ci va la proposta del governo, poi magari ci metti pure la fiducia sopra e deve passare così com'è. Risultato: Mineo defenestrato, macchine avanti tutta!!.
Adesso, da buoni cristiani, ditemi voi: in un partito così ci si può stare? è un partito una roba così? Uomini liberi, semiliberi, liberti, civatiani e non non vi sembra il caso di ascoltare un vecchio consiglio del clown? non è ora che scendiate da quell'aereo più pazzzo del mondo che è il PD? Meditiamo...

P. S. ero preoccupato nello scrivere questo post, mi poteva toccare per una volta dar ragione ai grillini "hai visto che pure nel pd si fanno le epurazioni? e senza neanche votazione online!" Grazie a Dio il buon Luigi Di Maio mi ha salvato da questa eventualità, dichiarando che bene ha fatto il pd ad eliminare Mineo visto che era in disaccordo con la maggioranza del suo partito. Ammazza che statista! Ecco, grazie Di Maio, per avermi ricordato che la maggioranza ha sempre ragione! e che le minoranze, per innocue che siano, vanno buttate fuori a calci in culo!

P.P.S. Nota storica. Ricordate ai decisionisti la fine dei loro predecessori: Napoleone Bonaparte è morto da solo su uno scoglio, Benito Mussolini è finito a testa in giù a Piazzale Loreto e quell'altro è un vecchio rincoglionito che passa le mezze giornate a tediare anziani in un ospizio. Pensateci un attimo.           

domenica 1 giugno 2014

Passate l'elezioni, sci vabbò ma chi ha vinto?














Sostiene chi se ne intende che il giorno dopo le elezioni non si trova un partito che le abbia perse. Tra analisi soggettive/oggettive, confronti con i risultati peggiori/migliori di sempre, confronti con i sondaggi dell'ultimo minuto ognuno può trovare motivi di soddisfazione. Così è stato, così sempre sarà, così è per le europee.
Andiamo con ordine che il clown ve le smonta tutte. 
The winner is: MatteoPieraccioniRenzi ed il suo Super-partito.
Dice: questi hanno vinto, hanno stravinto, come fai a negarlo?
Dico: il 41.8% alle europee è risultato netto ed incontestabile. Come mai? In termini assoluti di voti c'è qualche episodio precedente che nega il record storico al fiorentino, ma la percentuale è inedita. E' così che si governano gli italiani: faccia tosta e pane al popolo. L'ostentazione di una certa sicurezza nella guida (l'sotentazione ho detto, solo quella) e le famose 80 euro che sommate alla reale mancanza dei competitori hanno polarizzato il voto sui democratici. Renzi solleva molta polvere ed in quella polvere gli italiani presumono che si stia lavorando a qualcosa. Presumono, infatti, e quella presunzione gli è sufficiente... visti i chiari di luna a cui sono stati abituati. Ma l'agenda di governo è indietro su tutte le voci, le riforme non si  vedono, le scadenze che l'efficientissimo sindaco si è dato sono quasi tutte alle spalle e la ciccia non si vede. Risponderebbe lui: "e sò vent'anni ch'aspettate 'he vi 'ambia na settimana avanti o una indietro, Maremma!",  ci cambia che prima o poi la polvere si depositerà e a tutti sarà chiaro quello che il PD faceva nel polverone. Poi c'è da dire che il risultato è stato ottenuto maciullando gli alleati di governo con Scelta Civica e Centro Democraico scomparsi, e Nuovo Centro Destra sopra al 4% solo grazie al ticket con i Casiniani. E in un ottica di legittima vocazione maggioritaria ci starebbe anche. Quello che dovrebbe far pensare i piddini esultanti è l'episodicità dell'evento: le contemporanee elezioni regionali in Piemonte ed Abruzzo raccontano una storia diversa. Nonostante la presenza di numerosi top player elettorali (Chiamparino e D'Alfonso presidenti ad esempio), in Piemonte il PD non raggiunge il 32%, pure un buon risultato, ed in Abruzzo fa poco più del 25%. Percentuali bersaniane diciamo.. 
E dunque la vittoria di Renzi è quello che è: una cambiale dagli italiani per vedere che combina. Ma le cambiali prima o dopo scadono.   
The losers are: BeppeHitler e NonnoSilvio.
BeppeHitler in realtà ha perso per avidità: i sondaggi lo davano poco sotto la percentuale PD e lui si è fatto ingolosire dall'idea del sorpasso. Alzando i toni con "il voto di scambio da 80 euro", inanellando una serie di gaffes politiche, caricando sul carro dei candidati gente mai vista nè sentita nei suoi meetup, ha dato l'impressione alla parte più libera del suo elettorato che la vittoria era già cosa fatta e che magari stavolta si poteva anche optare per il restare a casa. Errore mortale. Quel paio di milioni di voti mancanti non sono stati fagocitati da Renzi, semplicemente si sono astenuti. Inoltre stigmatizzare le 80 euro ha contribuito a danneggiare i 5stalle: se 80 euro sono voto di scambio, allora lo era anche il reddito di cittadinanza? e se si, come si fa a sottovalutare il fatto che chi le avrà, le 80 euro le avrà già in busta da questo mese, mentre il reddito di cittadinanza sarà argomento buono anche per le prossime campagne elettorali? Cioè, l'impressione dell'italiano è: Beppe ha detto che forse, domani, se dovesse vincere lui le elezioni, potrebbe riuscire a trovare le coperture necessarie per dare un reddito minimo a tutti gli italiani; Renzi dà 80 euro in busta paga a circa 10 milioni di italiani da giugno 2014. Confrontate le due frasi e misurate il grado di ipoteticità di ognuna, poi ditemi per chi votate. 
Ma che NonnoSilvio ha perso veramente? Neanche il Clown l'ha capito fino in fondo.. ForzaItalia rediviva si piazza sopra al 16% in tutte le competizioni elettorali del 25 maggio ed è un risultato niente male visto quel che passa il convento. E il convento passa Berlusconi ai servizi sociali, gli alfaniani armati contro i forzisti ed una campagna elettorale francamente ridicola tra dentiere e canili. Stare sopra al 16% in queste condizioni è nient'altro che sorprendente (oltre che preoccupante per il Paese). Inoltre, per NonnoSilvio i risultati degli altri partiti di area centrodestra, definibili solo con la parola "desolanti", spingerà ad una ricomposizione presto o tardi del campo di destra. E nel campo di destra il nonno è ancora il capofamiglia, nonostante i dolori del giovane Fitto.
Tutto il resto è noia: sopra allo zerovirgola c'è solo Tsipras ma il successo della lista del papa nero è messo in discussione persino da chi l'ha ottenuto, le tentazioni radicali e la forza centripeta del Pd potrebbero smembrare quel bottino di voti e polverizzare ancora di più la proposta politica a sinistra dei democratici. Ma tant'è, se ve piace così.... 

Pace e bene.  

lunedì 24 marzo 2014

Neonazionalismi e vaffanculò alla tartare

Le amministrative d'oltralpe ci consegnano un'anteprima delle Europee di maggio prossimo: vince, quasi ovunque si sia prentato, il Front National di Marine Le Pen e vince al primo turno o nel peggiore dei casi estromette la destra o la sinistra dal ballottaggio. Ma non esultate piccoli fascistelli italici, ritraete la manina destra tesa che non è la vostra vittoria. 
La vittoria, pur parziale, della signora Marina La Pena non è un revival del fascio littorio o della repubblica di Vichi e non è inedita. Il molto meno affascinante padre di lei ottenne lo stesso risultato nel 2002. Può succedere... se la sinistra non fa più politiche di sinistra perchè è più moderno fare la destra, e se la destra fa il gossip con le chansonnier italiche. In realtà il voto al Front National è un vaffanculo al bipolarismo di schemi alternativi solo sulla scheda elettorale ma che poi rendono conto agli stessi interlocutori e lasciano senza interlocutori fette sempre più ampie della società. 
Marina La Pena invita adesso tutti gli antieuropeisti ad unirsi: pronto Salvini a rispondere "Presente!". Perchè c'è sempre bisogno del Nemico Esterno di orwelliana memoria. Il refrain del "ce lo chiede l'Europa" ha fatto il suo effetto: colpevole di tutto è sempre l'Europa che ci vincola, ci opprime, limita le nostre libertà. Ma che ci sta in Europa? Bin Laden buonanima? il barone De Sade? O sarà che per decenni al Parlamento Europeo (peraltro privo di poteri d'indirizzo politico) si è mandato sempre un esercito di trombati delle elezioni nazionali, sarà che anzichè mandarci i migliori ci si è parcheggiata Iva Zanicchi (Iva Zanicchi!!!) o se si è considerato il cimitero degli elefanti degli Occhetto o dei Cofferati. Che ti puoi aspettare? Se i membri della Commissione Europea vengono indicati dai singoli governi nazionali con criteri da manuale Cencelli, che ti puoi aspettare?
Compagni, che fare? Si diceva una volta.. "Il momento è grave, ma non serio!" (cit.E.Flaiano).  Tornare alla Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio? Uscire dall'Euro e tornare al Fiorino? Agli euroscettici a 5stalle e no, propongo una via d'uscita. Lo strapotere tedesco, le austere politiche dei burocrati continentali si combattono solo in un modo: abbassando il tasso di nazionalismo dei singoli Paesi. Se la Merkel prima di sentirsi tedesca, un giorno si sentirà europea si preoccuperà delle condizioni di Spagna, Grecia e Portogallo come si è preoccupata della Germania Est. Se gli europei riuscissero a sentirsi tali prima di sentirsi padani, baschi e catalani si potrebbero realizzare politiche sociali ed economiche eque da Estoril a Berlino e da Copenhagen a Lampedusa. Si potrebbe realizzare allora il sogno di questi neonazionalisti: una Patria con la bandiera blu e le stelle d'oro. L'unica Nazione in grado oggi di affrontare alla pari le sfide globali che pongono Cina, India, Usa e Brasile. Altrimenti dove va la piccola Francia di Marina La Pena? Altrimenti il futuro sarà un'Europa divisa in staterelli saccheggiati dai lanzichenecchi russi, cinesi, arabi e indiani. A voi la scelta. Io sto con l'Europa dei Popoli verso il popolo europeo perchè dove c'è più coesione c'è più uguaglianza e se c'è uguaglianza si attenua la tentazione del pesce tedesco di papparsi il pesciolino greco o italiano.
Neonazionalisti ed euroscettici, la risposta è dentro di voi, però è sbagliata!

Per favore, alle Europee non votiamo come al solito con l'intestino crasso, proviamo a votare con la testa. Così, per vedere l'effetto che fa..

sabato 8 marzo 2014

domenica 2 marzo 2014

Bell'idea BeppeGrì, proprio una bella idea!!!

Copia e incolla dal blog di Beppe Grillo:
 "In Ucraina sta succedendo qualcosa di grave, le cui conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Un governo odiato da una parte della popolazione e amato viceversa dagli ucraini russofoni, circa 14 milioni contro 32 milioni di ucraini, è stato deposto con la forza, dalla piazza. Il presidente Viktor Yanukovich, eletto in regolari elezioni, non un dittatore in termini politici, è fuggito in Russia ed è sotto la protezione di Putin. L'Ucraina è vitale per la Russia per ragioni geopolitiche. La sua flotta militare è ospitata a Sebastopoli in Crimea che appartiene all'Ucraina. La Crimea, per i russi è russa, ancorché ceduta da Krusciov all'Ucraina nel 1954 quando era ancora in vita l'Unione Sovietica[...]".

Dopo aver dato importanti lezioni di democrazia agli italiani, Beppe Grillo si diletta anche di geopolitica ed equilibri planetari...
Adesso, va bene che quando uno è disperato non sa più quello che dice:
ma "le regolari elezioni" si sono svolte con il leader avversario Julia Tymoshenko in carcere (e senza cure mediche), quindi saranno state regolarissime ste elezioni;
Il povero Viktor Yanukovic ha governato con i soldi e con il pugno di ferro dell'amico Putin: quindi libertà di stampa, libertà di manifestazione, libertà d'espressione quanta ne vuoi... proprio come in Russia;
"La Crimea per i russi è russa???" pure la Savoia nell'ottocento era francese, e allora? ridiamo indietro a Hollande Piemonte e Liguria?E di Bolzano che mi dite? Parlano tutti tedesco, quindi l'Austria se la può prendere quando vuole??
Bell'idea di democrazia che c'ha il grilletto nervoso, proprio una bella idea e ogni giorno ormai non perde occasione di regalare agli italiani queste sue perle! Ricordo a tutti che questi scienziati hanno preso il voto di un italiano su quattro! Idiozia a 5stelle..

Meno male che Grillo c'è!

venerdì 28 febbraio 2014

Il Paese di B.

In una splendida imitazione di Francesco Rutelli, qualche anno fa Corrado Guzzanti faceva dire al leader della Margherita che "il Paese non è di destra nè di sinistra, è tuo Berluscò [..]". E fu un'affermazione profetica.

 

Il berlusconismo ha vinto: in vent'anni ha disintegrato culture politiche e prassi democratiche consolidate ed oggi, forse alla fine della parabola personale di Silvio B. ha varcato i confini del centrodestra e pervade ormai l'intero campo politico.
L'espulsione dei quattro senatori 5stalle ne è l'ennesima conferma: qual'è la colpa di costoro? intelligenza col nemico, cambio di casacca, tradimento del mandato elettorale... niente di tutto questo. I quattro arcinemici del Beppone nazionale si sono limitati a dire, blandamente che forse Grillo avrebbe fatto meglio ad assumere un diverso comportamento durante le consultazioni con Renzi.
Apriti cielo! assemblee congiunte degli eletti a notte fonda, consultazioni online per l'espulsione, meetup locali sfiduciano i traditori dal territorio (?!) e alla fine il responso della rete è: fuori.
il reato? Lesa maestà, d'altro non c'è notizia...
Il totem della democrazia diretta invocato dai grillini come la mano di Allah sulla terra è una bufala più grossa del milione di posti di lavoro che spacciava il Cavaliere a metà anni 90. Nel caso grillino è anche peggio, come dimostra l'immagine sottostante..

Ma anche "il campo dei progressisti" (cit. Massimo D'Alema) soffre gli stessi mali: le primarie aperte a chiunque per scegliere segretario e classe dirigente del Partito sono un'offesa all'intelligenza. Vertice e linea politica del partito la decidono i partecipanti alla vita del partito(cioè i tesserati), secondo logica. Sennò? Sennò ti succede Renzi... che non a caso piace più a destra che a sinistra, che va avanti con le ospitate ad Amici di Maria De Filippi e quando parla è rumore di fondo: praticamente una televendita!
Ma un partito è un'altra cosa: è il confronto fisico tra le persone, non è un braccio di ferro ma, auspicabilmente, al termine di una direzione i vinti portano a casa qualcosa ed i vincitori integrano la posizione iniziale con l'apporto dei contributi di tutti. Per capirci: non è come fa Civati che in direzione vota contro il cambio Letta-Renzi e in aula vota la fiducia-sfiduciata per timore di essere cacciato. Sennò Civà sei un pulcinella non l'opposizione interna. 
Come si vede, i tre principali partiti italiani sono eterodiretti dai loro capi, ed ogni forma di dissenso, o anche minimo scostamento, dal dettato del pater familias si paga caro, carissimo. L'immagine svuota il contenuto e lo irride.
Dunque, saltando a piè pari i piccoli partiti, che per definizione sono partiti personali si può concludere che in Italia non ci sono partiti, e se non ci sono partiti non c'è politica nazionale:

"Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale" 
Costituzione Italiana Art.49

Ma ormai questo è il Paese degli uomini soli al comando, è il Paese in cui le posizioni politiche si esprimono in trenta secondi (il tempo di uno spot), in cui la linea politica la fanno gli istituti demoscopici e un passaggio in tv vale più di anni di militanza, un sorriso smagliante più dell'esperienza. E la Costituzione è solo un pezzo di carta ingiallita. Chissà se la trovo sull'I-store così me la scarico..
 
e adesso, pubblicità.

venerdì 21 febbraio 2014

Somos la reVoluciòn...

Sostengono amici e sostenitori che se fossi stato un pò più sveglio al momento opportuno, avrei potuto scrivere queste righe da uno scranno parlamentare, tra le fila dei rivoluzionari a 5stalle. Ogni tanto ci penso e quando lo faccio mi sembra sempre più impossibile, a causa di una incompatibilità antropologica che nessuna volontà potrebbe superare. I modi, i toni e le azioni dei grillini sono quanto più lontano da me ci possano essere, ed ogni giorno sono confortato dall'attualità dei fatti di questa incompatibilità. L'ultima è la consultazione di Renzi-Pieraccioni con i 5stalle. Riassumo: Grillo non ci vuole andare e lo dichiara, poi lancia il sondaggio on-line (confidando che la sua volontà sia ratificata dagli attivisti), gli attivisti si spaccano, ma vince la fazione dell'"andare a parlarci", Grillo ci va e in dieci minuti non solo non fa dire niente a Renzi, ma non dice niente lui, quindi si alza e se ne va.
Ora, "siam mica qui a pettinar le bambole.." direbbe qualcuno. Mica ci si aspettava che Grillo appoggiasse l'altro pagliaccio e gli garantisse la fiducia, poteva dire: "guarda Matteo, possiamo votarti i singoli provvedimenti. Ad esempio se fai il reddito di cittadinanza, o se metti mano a qualcun'altra delle nostre non-proposte (appunto "non-proposte" contenute in un "non-programma" già la lingua italiana spiega tutto!) la facciamo passare, per il resto restiamo all'opposizione".
Si poteva dire? forse.. invece Beppe ha preferito fare 10 minuti di spettacolino trito e ritrito, sconfessando per primi i suoi che in rete avevano chiesto di "parlare" non di "monologare". Ma non basta: i senatori che hanno espresso timide perplessità, timide perplessità ho detto, sulla posizione assunta sono stati trattati sul blog più figo del mondo da traditori e probabilmente saranno espulsi. Manca solo l'olio di ricino!
Pare chiaro adesso perchè non potrei mai essere dei loro? spero di si. I parlamentari a 5stalle sono quelli che in assoluto costano di più alle nostre casse perchè non hanno prodotto nulla, nulla, nulla in un anno in Parlamento. Di questo bisognerebbe chiedergli conto, ma si avrebbero in cambio solo urla sguaiate. Serve questo al Paese?

Comunicato di servizio: non sono loro la rivoluzione, scusate per l'equivoco.
Non è politica, è cabaret di bassa lega che non fa mica tanto ridere.  

domenica 2 febbraio 2014

La mala educatiòn di Corrado Augias 


Per questa piccola risposta alla domanda di un lettore su Repubblica, Corrado Augias si è beccato i "due minuti di odio" dei 5stalle. Ma certamente se li sarà meritati vista la sguaiatezza delle sue parole, che riporto qui sotto...
   "Inquieta ma non sorprende l’attacco al presidente della Repubblica e gli altri, di stampo sessista, alle parlamentari, e poi i pugni agitati, i volti contratti. Molti di questi sono arrivati in Parlamento senza la minima idea di come funzioni una democrazia, che le istituzioni si reggono solo se rispettano certe regole, che urlare ingiurie e dare di matto in aula serve a far uscire foto sui giornali (del mondo, purtroppo) ma politicamente non porta a niente. Questi poveri parlamentari sono usati dal duo Grillo-Casaleggio come marionette. Il loro capo li chiama "meravigliosi guerrieri", in realtà li usa nel tentativo di far uscire il suo movimento dall’angolo in cui una riforma in senso bipolare lo ridurrebbe. Dopo l’ubriacatura del 25% arriverebbe la soglia fisiologica che un movimento del genere può raggiungere, la frangia marginale di scontenti che c’è sempre in ogni società. Ai grillini si è gridato che sono "fascisti", invettiva solo in parte giustificata a mio parere. Ho l’idea che parecchi di loro non sappiano nemmeno bene che cosa sia stato il fascismo come dimostrò mesi fa la loro capogruppo Roberta Lombardi. Ne mimano i comportamenti ma con innocenza. L’enciclopedia Treccani.it sul punto scrive: "I fascisti disprezzavano il Parlamento, esaltavano l’attivismo delle minoranze, praticavano la violenza e la politica della piazza". C’è una coincidenza oggettiva nelle azioni ma solo perché pensano di poter continuare in aula la sommossa delle ingiurie cominciata nelle piazze. Però agiscono in modo diverso da come farebbero uno Storace, un Alemanno se trovassero il coraggio e la convenienza per farlo. Mi chiedo che cosa sia peggio: il fascismo tessuto di nostalgia e di spirito di rivalsa o quello "vergine", che nemmeno sa di esserlo."

Corrado Augias

Evviva sempre i guerrieri dell'insulto!

martedì 3 dicembre 2013

           Scendi Dario che è meglio...

                                          
 Lettera aperta di vauro Senesi a Dario Fo



venerdì 11 ottobre 2013

Chi guida e chi è guidato

A Servizio Pubblico, Santoro dà un consiglio a Landini: guarda che Grillo quando dice certe cose, le dice perchè c'è nel paese un sentire il problema immigrazione in un certo modo. E Grillo sa che dicendo certe cose intercetta un certo consenso.
Pensavo che Grillo fosse un idiota (politicamente parlando), ma mi sbagliavo: è un mascalzone.
Sull'abrogazione del reato di immigrazione clandestina, passata con il sostegno di alcuni parlamentari 5 stalle il Grilletto Nervoso ha twittato: se avessimo detto questa cosa in campagna elettorale avremmo raccolto percentuali da prefisso telefonico. 
Adesso, per farla breve si potrebbe dire: siccome uno vale uno e tu sei uno, i tuoi senatori votano uno per uno come vogliono. 
Per farla lunga invece dico quello che capisco: 
1. il movimento 5 Stalle, evidentemente, replica lo schema di forzaitaliota del fare i sondaggi per prendere di conseguenza le decisioni;
2. nel movimento 5 Stalle, evidentemente, uno non vale uno perchè si fa quello che dice Beppe, dunque Beppe vale tutto;
3. il movimento 5 stalle, evidentemente, può prendere decisioni solo sul programma sottoscritto (che non esiste) per tutto il resto c'è la voce del padrone. E' fregna la democrazia diretta! 
4. mi fa ampiamente schifo e ribrezzo vedere un mascalzone, che pontifica della sua superiore biodiversità rispetto ad ogni altro italiano che fa politica, fare calcoli elettoralistici su una tragedia immane come quella di Lampedusa. Complimenti!
Al fine di contenere i conati di vomito esco dal caso specifico e rifletto sul consiglio di Santoro e mi chiedo chi guida e chi sia guidato: c'era una volta il leader che esercitava la sua leadership prendendo decisioni sulla base di principi, valori, ideologia (ma che brutta parola) e comunicava le decisioni ed i principi che le ispiravano alla sua base elettorale. Tutto il resto è canna del gas, è cavalcare gli umori di pancia istantanei per guadagnare uno zero virgola in più. Tutto il resto è stata la politica italiana degli ultimi vent'anni, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.  
Se il leader va dietro alle chiacchiere che sente la mattina al bar mentre prende il caffè, che leader è?  e se il parlamentare non ha alcuna autonomia decisionale allora che ci va a fare in parlamento? Allora riduciamo i parlamentari a 8 : Berlusconi (perchè c'ha le televisioni), Grillo (perchè è lui che c'ha i voti), gli altri sei sono del PD (perchè non si capisce chi comanda) e risparmiamo un pò di stipendi. 
Viveteci voi nella democrazia del web dove il leader decide chi sta dentro e chi sta fuori e gli altri attendono l'ordine per respirare. Io voglio vivere in una Repubblica dove i partiti sono partiti, dove la gente si iscrive e determina chi è il suo leader sulla base delle idee.
Scusate la pretesa.
  

martedì 8 ottobre 2013

L'angolo del populista 
(post generati da una digestione difficoltosa)

Sostiene Sua Maestà Re Giorgio che si vergogna quando va in Europa dei continui richiami rispetto alle condizioni dei carcerati in Italia. E' perciò che con viva e vibrante soddisfazione che sollecita il Parlamento ad occuparsi del problema suggerendo indulto o amnistia.  
Ora io dico: Giorgetto caro, quando vai in Europa dovresti vergognarti di altre cosette più che delle condizioni delle carceri italiche, tipo la trattativa stato-mafia e la viva e vibrante distruzione delle intercettazioni tra la tua Maestà e Nicola Mancino (giusto per dirne una); poi ricorderei che già nel 2006 il Parlamento ha concesso indulto per tentare di risolvere lo stesso problema con risultati ridicoli, te lo ricordi Giorgetto o l'alzheimer ha fatto il suo lavoro? le condizioni di vita nelle carceri non si migliorano facendo uscire al più presto un pò di gente, non ti pare? ma magari diminuendo la densità di carcerati, aumentando il numero delle guardie, prevedendo per i reati minori, e non recidivi, misure di graduale reinserimento sociale (ma per davvero, non per finta) e costruendo un po' di penitenziari moderni dove la gente che ci lavora e chi sopporta la pena non si suicida. Magari eh, però può essere che hai ragione tu.
Naturalmente il cittadino 5 Stalle, furbo come una faina, sostiene che l'uscita di Re Giorgio sia dovuta al tentativo di salvare B. Ah cittadì, dormi tranquillo, indulto o amnistia non si applicano a reati contro la Pubblica Amministrazione. Come al solito hai capito tutto!  

domenica 6 ottobre 2013

Quattro cani per strada...

Dice una vecchia canzone di De Gregori:
" Quattro cani per strada.
Il primo è un cane di guerra
e nella bocca ossi non ha e nemmeno violenza.
Vive addosso ai muri e non parla mai,
vive addosso ai muri e non parla mai.
Il secondo è un bastardo che conosce la fame e la tranquillità
ed il piede dell'uomo e la strada.
Ogni volta che muore gli rinasce la coda.
E il terzo è una cagna, quasi sempre si nega,
qualche volta si dà e semina i figli nel mondo.

Perchè è del mondo che sono figli, i figli.
[...]
Il quarto ha un padrone,
non sa dove andare, comunque ci va,
va dietro ai fratelli e si fida.
Ogni tanto si ferma a annusare la vita, la vita."


Nel fine settimana di crisi aperta e chiusa da B. con triplo salto carpiato e lieto fine in stile fratelli Grimm, a pensarci, si sono visti i quattro cani all'opera per disegnare il finale da opera buffa che è ormai la quotidinianità politica di questo Paese. Così, ridendo e scherzando, mentre vi divertite ad individuare i quattro cani, fermatevi un attimo a riflettere su due dettagli: il miserevole stato psichiatrico del PD, dei suoi dirigenti, dei suoi opinion leader così disabituati a gioire per una vittoria o un risultato concreto ottenuto che festeggiano anche quando non hanno niente da festeggiare; la straordinaria occasione, perduta al fotofinish, di cambiare radicalmente il quadro politico italiano. 
Se il coraggio di Alfano e Formigoni fosse durato più di cinque minuti, avrebbero spaccato il PDL e formato gruppi autonomi in Camera e Senato. Così avrebbero avuto il tempo, da qui al 2015, di creare in Italia una destra moderna ed europea prosciugando il bacino conservator-populista del Cavaliere Dimezzato, con enormi benefici per l'immagine del Paese nel mondo e per l'intero sistema politico. Invece no, la fellonia dei nani con l'ombra da giganti, il colpo di coda last minute di Dudù-silvietto e l'ingordigia del servo che intende prendersi tutta la proprietà del padrone ci riportano al punto di partenza. Coitus interruptus.
Alfano adesso vuole tutto il PDL, Berlusconi glielo darà (o gli darà l'impressione di darglielo) nel frattempo ha un anno di tempo per continuare a condizionare il governo (che avete da esultare a sinistra?), per epurare o ricomprare i ribelli e restare lui il capo-bastone della tribù. L'occasione è persa e la si racconterà come una manovra di palazzo, più o meno riuscita. Direi meno. Ma era una giornata importante per isolare definitivamente Berlusconi e far uscire i suoi problemi giudiziari una volta per tutte dall'agenda del Paese. Era importante per tutti e soprattutto per il campo di sinistra, dove l'ottimo Enrichetto dimostra capacità tattiche di rilievo, ma oltre queste non vedo motivi di gioia: il PDL continuerà ad essere un osso duro da rosicchiare con i soldi del capo, le tv del capo, e i barbari leghisti al soldo del capo.    
Nel frattempo..
Renzi mugugna: se Letta allunga il brodo del governo il suo profilo da berluschino toscano, costruito andando ad Amici vestito da Fonzie, potrebbe non essere più attuale ed utile per vincere le primarie per la premiership.
Biancofiore vittima del sistema: seguendo il bastone del padrone ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario, sembra che Letta non le abbia respinte! ahah!!! un vecchio detto democristiano diceva "non dare mai le dimissioni, qualcuno potrebbe accettarle!" Adesso la falchetta pentita non ha idea di che pesci pigliare: pesce d'aprile!  
Il Movimento 5 Stalle continua a fare un'opposizione pugnace ed efficace: dopo l'interrogazione parlamentare sulle scie Kimike e il disegno di legge sulla coltivazione della canapa (che cambierà per sempre le nostre vite, è chiaro!) Grillo minaccia il Paese "se non ci date il 51% alle prossime elezioni me ne vado!". Che elevatissimo spirito democratico! No a Bè, ti prego rimani, facciamoci un altro bicchiere insieme e poi andiamo via. Organizzare un V-day per mandarlo a fanculo in coro no?   

Mah, beviamoci su..


mercoledì 31 luglio 2013


PILLOLE (basta un poco di zucchero e..) 
"Ringrazio Dio che non si sia fatto un governo con Grillo e magari un referendum per uscire dall'euro [...]. Molti elettori e molti eletti del M5s sono sicuramente persone degne e capaci di fare politica. Ma questa idea della rete come palingenesi e istituzione iperdemocratica mi ricorda i romanzi di Urania".

Francesco De Gregori al Corriere della Sera del 31 luglio 2013

giovedì 30 maggio 2013

Grilletti Nervosi. A Bè facce ride (se je la fai..)

Amico che hai votato il 5STALLE perchè "ti dovevi sfogare", perchè "basta co' sto magna magna", perchè "sò tutti uguali", adesso che hai votato per il più uguale di tutti ti senti meglio? 
Amico che hai votato il 5STALLE perchè "il webbe è libertà, il webbe è partecipazione, il webbe è democrazia diretta, il webbe è il futuro della politica" non senti un piccolo bruciore di stomaco?
Amico che hai votato il 5STALLE perchè "siete tutti morti, vaffanculo, arrendetevi, siete circondati e alla fine ne resterà uno solo", tu come stai di salute? Ci arrivi sicuro alla fine?
Amico che hai votato il 5STALLE, a noi sfigati che per un pò abbiamo fatto vita di partito, che abbiamo partecipato, che ci siamo impegnati, che abbiamo lottato, che abbiamo perso più volte di quante abbiamo vinto, insegnarono prima dello svezzamento che la Politica è rispetto, ascolto, apertura agli altri, partecipazione e non esclusione, è essere certi dei propri valori ma coltivare sempre il dubbio. 
Amico che hai votato il 5STALLE io non ce l'ho con te, ce l'ho con chi vomita su tutto e tutti solo per il gusto di farlo, solo per tenere compatta la truppa, solo perchè ha dimostrato di non aver niente da dire. Ce l'ho con chi percepisce gli altri come monoliti indistinguibili e non si rende conto che nel PD, in SEL, in CD, in PDL, in Scelta Civica e fuori dal Parlamento ci sono persone perbene e altre meno, ci sono proposte che varrebbe la pena votare e altre meno, ci sono scelte su cui varrebbe la pena ragionare insieme e altre meno. Amico che hai votato il 5STALLE se c'è una cosa che non sopporto è il totalitarismo, è l'arroganza tronfia di chi ritiene di avere il Verbo che tutti devono ascoltare, sennò sei un colluso, un ladro, un connivente. E' la prepotenza sciocca di chi innalza Gabanelli a candidato Presidente della Repubblica e dopo 15 giorni le sputa in faccia tacciandola di PDismo, di chi tesse le sperticate lodi di Rodotà Pater Patriae e appena questi si permette di commentare l'insuccesso grillino alle amministrative riceve valanghe di sterco dal "webbe". Blasfemi che non siete altro! ma come? Il Movimento vi pone nel suo pantheon e voi così ricambiate? Sterco del diavolo che non siete altro!!
Amico che hai votato il 5STALLE ecco perchè io non ho votato come te, ecco perchè per quello che vale Beppe Grillo non avrà mai il mio voto: con urla, vaffanculo e oceaniche adunate di piazza (brivido lungo la schiena) non si cambiano le cose che non vanno. Si cambiano con il lavoro, l'umiltà, la collaborazione e la capacità di non essere manichei.
Beppe Grillo una volta mi faceva ridere, oggi un pò meno.